Archivio per la categoria ‘Iran Bambini’

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Sono state diffuse recentemente delle immagini shock, che  mostrano come la Repubblica Islamica dell’Iran promuove la pena di morte nei libri per bambini: come e’ possibile, in questi assurdi disegni si possono vedere cani e gatti impiccati. Lo scopo e’ chiaro: abituare i bambini alle esecuzioni capitali sin dalla prima infanzia (Hormate Hayat).

Questi disegni vengono diffusi proprio mentre viene reso noto che un altro prigioniero e’ stato impiccato in pubblico. L’esecuzione ha avuto luogo presso Shiraz, nel sud dell’Iran (Iran Human Rights).

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Ricordiamo che nel gennaio scorso, Amnesty International ha pubblicato un durissimo report di denuncia nei confronti di Teheran. Nel report, Amnesty accusa l’Iran di continuare a condannare a morte coloro che hanno compiuto reati in eta’ minorile, in piena violazione delle normative internazionali. Questo, nonostante la Repubblica Islamica sia firmataria della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia (Unicef Italia).

Tra il 2005 e il 2015, riporta Amnesty, almeno 73 minori sono stati condannati a morte e poi impiccati.  Nel 2014, quindi, le Nazioni Uniti hanno rivelato che oltre 160 detenuti che hanno compiuto il reato in eta’ minorile, attendono la loro esecuzione nelle carceri iraniane (Amnesty International).

 

 

 

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Riportiamo la richiesta di Amnesty International di sostenere la “urgent action” per salvare dal patibolo il prigioniero Himan Uraminejad (Amnesty International).

Secondo quanto reso noto dagli attivisti, la condanna al patibolo per Himad e’ stata confermata dalla Corte Suprema iraniana e verrà eseguita probabilmente il primo Aprile 2016. Questo, nonostante Himad ha commesso il suo crimine in eta’ minorile, quando aveva 17 anni (Hrana).

Ricordiamo che, secondo la Convenzione per la Protezione dei Diritti dell’Infanzia, e’ assolutamente vietato condannare a morte una persona che ha commesso un reato in eta’ minorile (articolo 37 comma A della Convenzione). L’Iran, per la cronaca, ha firmato questa Convenzione ONU nel 1971 e l’ha ratificata nel 1994, ma continua a mantenere il numero più alto di esecuzioni di minori al mondo (Testo Convenzione). Ahmed Shaheed, inviato Speciale dell’ONU per i Diritti Umani in Iran, ha denunciato che tra il 2005 e il 2015, l’Iran ha impiccato oltre 70 detenuti che avevano commesso il loro crimine in eta’ minorile (Iran News Update).

Himad Uraminejad e’ stato condannato a morte per aver causato il decesso di un altro ragazzo, durante una rissa in strada. La sua esecuzione viola ogni minimo standard internazionale e per questo, come denuncia Amnesty, deve essere immediatamente fermata.

Per la commutazione della pena si sta spendendo direttamente anche la Signora Sholeh Pakravan, coraggiosa madre di Reyhaneh Jabbari, la ragazza iraniana impiccata per aver ucciso un uomo dell’intelligence iraniana che voleva violentarla (Freedom Messenger).

 

 

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Come Governo dipinto dal mondo come “moderato”, possiamo dire che non c’e’ male. Dopo il record di impiccagioni (oltre 1000 in meno di due anni), adesso Hassan Rouhani accumula un altro primato: quello del potere concesso ai Pasdaran sul controllo delle menti dei bambini iraniani. E’ di queste ore, infatti, la decisione del Ministero del Welfare iraniano di permettere alla milizia Basij – braccio di repressione dei Pasdaran – di aprire e gestire direttamente oltre 2000 asili nido. Come denuncia l’Ong International Campaign for Human Rights in Iran, grazie a questa decisione i Pasdaran controlleranno il 25% degli asili nido del Paese!

Sempre secondo quanto denuncia la Ong per i diritti umani, questa decisione sarebbe direttamente riconducibile alla crescente preoccupazione del regime iraniano in merito alla mancanza di interesse da parte dei giovani delle regole islamiche e, per quanto concerne le ragazze, del velo (hijab). Vogliamo ricordare che, nella Repubblica Islamica, il velo e’ obbligatorio sin dall’età di 6 anni! In poche parole, considerando il crescente malcontento dei giovani iraniani rispetto al regime della Velayat-e Faqih, la soluzione trovata da Rouhani e’ quella di affidare il controllo delle menti dei bambini ad una milizia fondamentalista ed estremista, nota per essere da sempre il cane usato dai Pasdaran per reprimere le manifestazioni popolari.

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Parlando davanti ad alcuni rappresentanti del Consiglio Cittadino di Malard, il Vice responsabile degli Affari Politici del Governatorato di Teheran Seyed Shahabeddin Chavoshi ha dichiarato: “il 90% dei nostri giovani si sta distanziando dall’Islam. Cio’ avviene soprattutto per via della nostra condotta politica (ovvero una ammissione della corruzione del regime iraniano, NdA…). Voi e io siamo responsabili per questi mussulmani sciiti che stanno scappando dalla religione“. Ecco allora che, per riacchiappare questi “fedeli che scappano”, il regime iraniano non ha scelto di aumentare le libertà politiche e civili della popolazione, ma di intensificare il processo di ideologizzazione della società.

Purtroppo, va rilevato che i 2000 asili nido non solo verranno controllati dai Basij, ma materialmente – per stessa ammissione di Arezoo Zokaeifar, Direttrice Generale della Sezione Infanzia del Ministero del Welfare – saranno gestiti dalla dal Dipartimento Donne Basij, l’anima più conservatrice ed estremista della milizia Pasdaran. Le donne Basij sono considerate le più zelote e devote all’ideologia del regime e sono usate dai Mullah come polizia morale per redarguire, attaccare e se necessario arrestare le ragazze che non portano il velo in maniera adeguata. Sono le stesse donne che, durante le parate militari, sfilano completamente coperte con armi in pugno, giurando di essere pronte a sacrificare la loro vita per salvare il khomeinismo (non per il popolo iraniano, si badi bene…).

Vogliamo concludere ricordando che, ancora oggi, non e’ stato arrestato nessuno in Iran per gli attacchi con l’acido contro le donne malvelate. Mentre, nell’Iran di Hassan Rouhani, sono stati repressi, fermati e arrestati diversi attivisti scesi in piazza per protestare contro gli attacchi alle donne. Tra coloro che stanno pagando per il loro coraggio c’e’ l’attivista Narges Mohammadi, arrestata pochi giorni fa dal regime e ancora oggi in detenzione. Per lei, nessun politico italiano ha espresso una parola di solidarietà, nonostante anche Amnesty International ha lanciato una azione urgente per la sua liberazione. Vi chiediamo di sostenere l’azione urgente di Amnesty e di denunciare l’appeasement Occidentale verso l’Iran, un Paese che continua ad essere governato da un regime estremista, violento e terrorista.

Cosa pensa una “donna Basij”…

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