Archivio per la categoria ‘Iran Baha’i’

Un consigliere municipale di Shiraz, Mehdi Hajati, e’ stato arrestato nella sua abitazione e trasportato in carcere, per scontare la condanna ad un anno di detenzione.

La sua colpa: aver provato un anno fa a far scarcerare due cittadini iraniani di fede Baha’i, arrestati per aver praticato la loro fede. Per questa azione, nell’ottobre 2018, Hajari e’ stato fermato per la prima volta e quindi condannato ad un anno di carcere. Tra le altre cose, dopo il suo arresto un anno addietro, Hajari e’ stato anche sospeso dal Consiglio Comunale, in cui ha fatto ritorno solamente nel febbraio del 2019.

Secondo quanto e’ stato reso noto dalla moglie di Hajari, la condanna emessa contro il marito e’ basata sulle accuse di “propaganda contro lo Stato”. Classica accusa che viene fatta contro chi dissente dalla linea del regime. Tra le altre cose, Hajari non solo dovra’ scontare un anno di carcere, ma anche due di esilio…Nell’aprile del 2019, quindi, altro rappresentante del Consiglio Municipale di Shiraz – Mehdi Moghaddari – e’ stato sospeso anche lui, per aver dato sostegno pubblico a Hajari.

La Costituzione iraniana non riconosce la fede Baha’i, ma prevede comunque all’articolo 23 che “nessuno puo’ essere molestato o arrestato, semplicemente per il suo credo”. Purtroppo, questo articolo vale per pochissimi e soprattutto non vale per i Baha’i, contro i quali il regime attua una vera e propria politica di discriminazione, cacciandoli persino dalle universita’ pubbliche se necessario.

 

lisa

Per la prima volta dalla nascita della Repubblica Islamica, una Corte iraniana ha deciso che “fare proselitismo in favore della fede Baha’i non rappresenta, di per se’, propaganda contro il regime”. La decisione e’ stata presa dal giudice Ali Badri, della Corte d’Appello della Provincia di Alboz. Il caso aperto era contro la giovane iraniana Lisa Tibanian, accusata di propaganda contro il regime, per aver fatto proselitismo religioso.

Leggere queste poche righe, per un Occidentale, non dice praticamente nulla. Fortunatamente, nei Paesi democratici e’ ovvio poter professare liberamente la propria fede e poterne discutere pubblicamente, non rappresenta un crimine. In Iran, purtroppo, la situzione e’ molto differente.

In Iran, sfruttando l’articolo 500 del Codice Penale Islamico, il regime arresta costantemente gli appartenenti alle minoranze religiose, accusandoli di propaganda contro il regime. Le prime vittime di questa persecuzione sono proprio i Baha’i, fede non riconosciuta dal regime, accusati di essere una setta deviata. Contro di loro, la Guida Suprema ha addirittura emesso una fatwa. Ai Baha’i e’ vietato l’accesso all’istruzione pubblica e a numerose professioni permettese agli “iraniani puri”. Ovviamente, nessuna festivita’ Baha’i e’ riconosciuta dal regime.

Ecco perche’ il verdetto della Corte d’Appello di Alboz e’ un verdetto storico. Un verdetto che arriva proprio mentre gli agenti del Ministero dell’Intelligence (MOIS) – sotto il diretto controllo del Presidente Rouhani – continuano ad arrestare in massa i Baha’i iraniani. Negli ultimi mesi, almeno 60 Baha’i sono stati arrestati, tutti per motivi religiosi.

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