Archivio per la categoria ‘Iran Ambiente’

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L’isola di Qeshm si trova nello Stretto di Hormuz, proprio di fronte all’importante porto di Bandar Abbas. L’isola ha una posizione strategica nella geopolitica regionale dell’Iran, perchè si trova vicino al Porto Rashid degli Emirati Arabi Uniti e al porto di Khasab di proprietà dell’Oman. Qeshm è fondamentale per l’economia iraniana perchè è un’isola ricca di idrocarburi, principalmente giacimenti di petrolio e gas. Per questo, Teheran ha deciso di inserire l’isola all’interno delle aree economiche speciali (Free Enterprise Zone). Nonostante la presenza di risorse davvero importanti, la popolazione dell’isola – circa 100.000 abitanti distribuiti in 59 villaggi, vive sotto la soglia di povertà, dedicandosi faticosamente alla pesca. La parola “faticosamente” deve essere evidenziata per un motivo particolare: considerata la posizione strategica, infatti, Teheran ha fatto dell’isola di Qeshm una base militare per i suoi sottomarini. Per questo, quindi, l’area è praticamente sotto il totale controllo dei Pasdaran e la pesca locale ne risente pesantemente. Per poter sopravvivere, quindi, diversi abitanti si danno al commercio illegale di pertrolio grezzo, estratto artigianalmente dalle popolazioni indigente disperate.

Invece di puntare su una crescita sociale ed economica della popolazione locale, il regime iraniano – come sua abitudine – propende per la mera repressione. Sabato scorso, quindi, forze dei Pasdaran sono entrate in un villaggio dell’isola, colpendo brutalmente la popolazione indigena. Le immagini, davvero forti, che vedete qui sotto, sono state scattate dai testimoni dell’attacco e mostrano la crudeltà con cui Teheran tratta i locali. Nell’attacco, secondo quanto denunciato sinora, tre persone sono state brutalmente uccise e altre sei pesantemente menomate.

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PRECCUPANTI NOTIZIE GIUNGONO DALL’IRAN: SECONDO I GEOLOGI AMERICANI, UN TERREMOTO 6.2 HA COLPITO LA REPUBBLICA ISLAMICA, CON EPICENTRO AD APPENA 80 CHILOMETRI DALLA CENTRALE DI BUSHEHR. LA CENTRALE, LO RICORDIAMO, E’ COSTRUITA SU TRE PLACCHE, IN UNA ZONA ALTAMENTE SISMICA. QUALCHE TEMPO FA, PROPRIO SU QUESTO BLOG, AVEVAMO DENUNCIATO LA PERICOLOSITA’ DELLA CENTRALE NUCLEARE E IL RISCHIO DI UNA CHERNOBYL IRANIANA!!!

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iran nucleare: red line

Il programma nucleare iraniano diventa, ogni giorno di più, una minaccia per la Comunità Internazionale. Questa volta, secondo lo scoop pubblicato da Reza Khalili (ex agente dei Pasdaran, rifugiatosi da tempo negli Stati Uniti), l’Iran avrebbe varcato la “red line”, ovvero la linea rossa: gli scienziati iraniani, infatti, starebbero lavorando attivamente alla costruzione della bomba atomica in un impianto segreto situato vicino all’impianto di Fordow, nella zona della città santa di Qom.

Secondo le informazioni ricevute da Raza Khalili, infatti, l’impianto segreto si chiamerebbe Quds (Gerusalemme in arabo) e sarebbe lungo circa 8,6 km e argo 4,6 km. L’impianto si costituirebbe di due aree, scavate 114 metri all’interno della montagna, vicine ad un impianto missilistico denominato “Martire Mughniyah” (dal nome del terrrorista di Hezbollah Imad Mughniyah ucciso in Siria nel 2008). L’intero impianto sarebbe circondato da filo spinato, controllato da 45 torrette e da diverse postazioni militari. Sempre secondo quanto sappiamo sinora, l’impianto di Quds disterebbe solamente 9.,3 km da quello di Fordow, scoperto appunto nel 2009. I due siti nucleari, però, sarebbero stati costruiti nello stesso periodo, ma il sito di Quds sarebbe diventato operativo al 60% nel 2011.

Il sito di Quds avrebbe la capacità di ospitare 8000 centrifughe. Attualmente sarebbero già operative tre camere con 19 cascate da 170 0 174 centrifughe ognuna. Sino ad tre mesi fa, quindi, nell’impianto sarebbero stati arricchiti 76 kg di uranio al 20% e 48 kg di uranio al 40%. L’arricchimento al 40%, privo di ogni giustificazione civile, indicherebbe chiaramente l’intenzione di Teheran di costruire una bomba nucleare. Nell’impianto, inoltre, gli scienziati iraniani starebbero lavorando alla costruzione di un “riflettore di neutroni”, segno della volontà di costruire un ordigno nucleare tecnologicamente avanzato a due stadi, più sofisticato e potente. Sempre secondo la fonte iraniana di Reza Khalili, nell’impianto di Quds sarebbero anche allocati 24 kg di Plutionio, sufficienti per costruire diverse bombe atomiche. 

Il responsabile dell’impianto di Quds sarebbe il Generale dei Pasdaran Ahmad Vahid Dastjerdi, diretto collaboratore della Guida Suprema Ali Khamenei. Il suo vice sarebbe Hojatolislam Ramezani. Per lo sviluppo dell’arma atomica e dei missili ballistici, quindi, Khamenei avrebbe ben stanziato 22 miliardi di dollari. 

Ulteriori informazioni giungono anche in merito all’impianto missilistico “Martire Mughniyah”: all’interno di questa struttura gli scienziati iraniani – con la collaborazione di quelli nordcoreani – starebbero lavorando alla pruduzione di 17 missili balistici Shahab 3, capaci di trasportare un ordigno atomico. In merito ai rapporti tra Iran e Corea del Nord vi abbiamo parlato, come ricorderete, in un report speciale pubblicato qualche settimana addietro su questo blog. Va ricordato che il missile Shahab 3, tecnologicamente parlando, è basato quasi totalmente sul missile balistico nordcoreano Taepodong II. Il processo operativo e tecnico sarebbe stato completato sinora per l’80%. . Non è tutto però: nell’impianto, purtroppo, Teheran starebbe lavorando anche a bombe al napalm di nuova generazione, da spedire direttamente ad Hezbollah per usarle contro Israele e contro l’opposizione siriana, nel caso di una caduta definitiva di Bashar al Assad.

Di seguito pubblichiamo diverse immagini prese da Google Earth, che dimostrano l’esistenza del sito di Quds e di quello “Martire Mughniyah”.

Il sito nucleare di Quds (Gerusalemme)

Il sito nucleare di Quds (Gerusalemme)

 

I due ingressi nel sito di Quds, scavati nella montagna

I due ingressi nel sito di Quds, scavati nella montagna

 

L'impianto missilistico "Martire Mughniyah"

L’impianto missilistico “Martire Mughniyah”

 

La strada che connette l'Impianto di Quds con quello "Martire Mughniyah"

La strada che connette l’Impianto di Quds con quello “Martire Mughniyah”

 

I depositi dei Missili Shahab 3

I depositi dei Missili Shahab 3

 

Una immagine più vicina dei depositi (silos) dei Missili Shahab 3

Una immagine più vicina dei depositi (silos) dei Missili Shahab 3

 

I sistemi di lancio mobili dei Missili

I sistemi di lancio mobili dei Missili

 

proteste in Iran

Il 22-23 febbraio si è svolto un convegno presso l’Università La Sapienza di Roma dedicato alla civiltà iraniana. Il convegno era intitolato “Civiltà Iraniana: passato, presente e futuro ed è stato organizzato dall’Istituto Culturale della Repubblica Islamica dell’Iran a Roma, con la collaborazione del Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’, del Ministero dei Beni Culturali e della Sapienza Università di Roma. Al convegno, secondo quanto apprendiamo, hanno partecipato l’Ambasciatore iraniano in Italia Seyyed Mohammad Ali Hosseini, il Professor Luigi Ferretti della Sapienza e trenta “eminenti” esperti di civiltà iraniana, provenienti dall’Italia e dalla Repubblica Islamica. Secondo l’agenzia iraniana IRNA, in occasione del convegno l’Ambasciatore iraniano avrebbe denounciato la Iran-fobia lanciata dall’Occidente contro la Repubblica Islamica. Una fobia che darebbe, sempre secondo il diplomatico iraniano, una immagine distorta dell’Iran.

La civiltà iraniana è sicuramente ricca di una storia davvero preziosa che è importante studiare e ricordare. Considerando, però, che il convegno era dedicato anche al “passato e futuro” della suddetta civiltà, saremmo grati se potessimo ricevere alcune risposte ad alcune domande fondamentali da parte degli intellettuali e delle realtà istuzionali che hanno promosso il convegno:

1- Cosa pensano lor signori del fatto che, nelle Università iraniane, oltre 77 corsi di laura sono vietati alle donne?

2- Cosa ne pensano lor signori della modalità civile con cui il regime iraniano ha represso le proteste del 2009 e tiene in isolamento i leader della protesta Mir Hossein Mousavi e Meir Karroubi?

3- Cosa ne pensano lor signori delle parole del Presidente iraniano Ahmadinejad che ha definito l’olocausto “un grosso inganno”?

4- Cosa ne pensano lor signori della presenza, nelle carceri iraniane, di centinaia di prigionieri politici  tra i quali avvocati impegnati nella difesa dei diritti umani come Nasrin Sotoudeh e Mohammad Ali Dadkha?

5- Cosa ne pensano lor signori del sostegno dell’Ambasciatore iraniano in Italia, Seyyed Mohammad Ali Hosseini alla condanna di Sakineh Mohammadi Ashtiani?

6- Cosa ne pensano lor signori di un regime civile come quello che governa oggi in Iran che condanna al carcere registi pluripremiati come Jafar Panahi e Mohammad Nourizad?

7- Cosa ne pensano lor signori di un regime che porta avanti un programma nucleare chiaramente orientato alla costruzione della bomba atomica e che, allo stesso tempo, è firmatario del Trattato di Non Proliferazione (senza contare il programma missilistico…) ?

8- Cosa ne pensano lor signori  di un regime così civile capace di nominare come Ministro della Difesa un Pasdaran di nome Vahidi, ricercato dall’Interpol per terrorismo internazionale?

9- Cosa ne pensano lor signori del sostegno dell’Iran al regime siriano, a gruppi terroristi come Hamas e Hezbollah e a gruppi armati in Bahrain, Yemen, Nigeria e Darfur ?

10- Cosa ne pensano lor signori di un regime così civile da progettare l’uccisione dell’Ambasciatore saudita negli Stati Uniti e attentati sanguinosi come quello avvenuto a Burgas (Bulgaria) qualche mese fa ?

11- Cosa ne pensano lor signori di un regime come quello che controlla oggi l’Iran che continua a spendere milioni per finanziare i Pasdaran e il loro sistema corrotto e che lascia per strada milioni di disoccupati, migliaia di vittime della droga e centinaia di donne costrette alla prostituzione per sopravvivere?

12- Cosa ne pensano lor signori di un regime che condanna a morte coloro che si convertono al cristianesimo e che perseguita minoranze etniche,  religiose  e sessuali come i Baha’i, gli Ebrei, gli Arabi e gli omosessuali?

Potremmo andare avanti ancora per molto, ma per ora ci accontenteremmo anche di ricevere alcune risposte ad alcune di queste semplici domande! Considerando l’alto “profilo intellettuale” dei partecipanti al convegno, non possiamo credere che lor signori non sappiano dire qualcosa in merito a tematiche come queste che, per la cronanca, riguardano direttamente la “civiltà” della Repubblica Islamica…

iran vignetta

Il 29 ottobre 2012 vi avevamo riportato la traduzione di una lettera scritta dal blogger iraniano Hossein Ronaghi-Maleki alla Guida Suprema Ali Khamenei. Nella lettera Hossein Ronaghi denounciava l’arresto circa quaranta giovani volontari, accorsi nella provincia dell’Azerbaijan iraniano per aiutare la popolazione locale vittima di un terribile terremoto nell’estate del 2012. Le autorità, vergognosamente, attaccarono l’accampamento dei volontari motivandolo con assurde “ragioni di sicurezza nazionale“. La realtà, purtroppo, era molto diversa: il regime non poteva tollerare la presenza di attivisti non controllati dal potere centrale, specchio impietoso dell’incapacità delle autorità iraniane di aiutare le vittime del terremoto. A proposito di Hossein, inoltre, vogliamo ricordarvi che il blogger iraniano sta già servendo una condanna a quindici anni di carcere, per la sua partecipazione alle proteste contro la rielezione di Ahmadinejad nel 2009. E’ uscito dal carcere solamente pochi mesi fa, per gravissimi moviti di salute (e solo dopo fortissime pressioni internazionali).

A distanza di pochi mesi dall’arresto dei volontari iraniani, ahimè, apprendiamo della decisione della Corte Rivoluzionaria di Tabriz di condannare venti degli attivisti incarcerati a 16 anni di carcere!!! I volontari, secondo quanto si apprende, sarebbero stati condannati per aver organizzato “riunioni e assemblee al fine di commettere crimini contro la sicurezza nazionale”. Inoltre, secondo quanto riportato dai siti iraniani, per poter condannare gli attivisti, il regime ha fabbricato anche false prove ad hoc: non a caso il procuratore iraniano Malek Ajdar, ha cominciato a diffondere la notizia di una distribuzione di prodotti scaduti alle vittime del terremoto.

Nuovamente la mano della repressione si abbatte sui giovani iraniani e, guarda caso, ciò avviene a ridosso delle elezioni presidenziali. Per il regime iraniano, a quanto pare, l’unico modo per aver ragione di una critica, sembra essere quello di arrestare, picchiare, incarcerare e – spesso – impiccare ogni libera mente pensante…

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in iran la nuova chernobyl

Il New York Times lancia l’allame: il prossimo disastro di Chernobyl potrebbe accadere in Iran!!! L’articolo, scritto da Khosrow B. Semani e Gary Sandquist, denuncia lo stato drammatico in cui versa la centrale nucleare di Bushehr nella Repubblica Islamica, entrata in funzione tra mille malfunzionamenti nell’agosto del 2010. Da questo blog, come ricorderete, avevamo già lanciato l’allarme qualche tempo fa richiamandoci anche all’articolo scritto su Il Tempo intitolato “L’Atomo su tre placche: il caso iraniano e l’incubo terremoto“. Come potete leggere nel testo, la centrale di Bushehr è costruita su tre placche in una zona altamente sismica. Un evenutale incidente, quindi, provocherebbe un disastro nucleare che coinvolgerebbe l’intera regione del Golfo.

La costruzione della centrale nucleare di Bushehr comincia nel 1975 per mezzo di una collaborazione tra Germania e Iran. Dopo la Rivoluzione del 1979, quindi, la centrale viene presa in mano dai russi che la completeranno solamente nel 2010. Il risultato di questo mix è che la centrale è composta per il 24% da componenti tecnici tedesci, dal 36% da componenti iraniani e dal 40% da componenti russi. Un misto che i tecnici iraniani e russi gesticono male, non riuscindo a garantire la sicurezza della centrale stessa.

Non basta: proprio perchè l’Iran non riesce a garantire la sicurezza della centrale, Teheran ha deciso di non firmare la Convenzione sulla Sicurezza Nucleare del 1994, a dispetto delle pressioni internazionali. Difficile, inoltre, credere che l’Iran sarebbe in grado di gestire le conseguenze di un disastro nucleare nella regione del Golfo.

Ancora una volta il regime iraniano agisce in maniera avventata, mettendo a repentaglio la sicurezza mondiale!

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