Archivio per la categoria ‘Hezbollah Italia’

Fonte: Repubblica

Ieri l’Italia ha celebrato il 25 aprile, una annuale manifestazione in ricordo della liberazione dal nazifascismo. In particolare, in questa data si celebrano le insurrezioni partigiane a Milano, Genova e Torino, simbolo per eccellenza della resistenza italiana e ispirazione della stessa Costituzione entrata in vigore nel 1948.

Purtroppo, a distanza di decenni, alcuni pericolosi estremisti hanno trasformato la festa dei partigiani italiani in una occasione di glorificazione dell’asse che lega l’Iran Khomeinista a Hezbollah e Bashar al Assad (anche noto come “Asse della Resistenza”, anche se di “resistenza” ha ben poco). Neanche a dirlo, per farlo hanno fatto leva sulla cosiddetta “causa palestinese” e sull’antisionismo, classico live motive mediorientale per coprire ogni sorta di nefandezza.

Non entriamo nella questione israelo-palestinese, perché poco ci interessa. Puntare il dito contro la Brigata Ebraica o direttamente contro Israele, non cambia i termini reali del problema. Lasciare che durante le manifestazioni del 25 aprile sventolino le bandiere della Siria di Bashar al Assad, di Hezbollah e del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), cancella in un colpo solo tutto lo spirito della lotta partigiana. Ideologicamente parlando, tutti i gruppi menzionati rappresentano il peggior fondamentalismo esistente. Che siano espressione di idee laiche (Assad e FPLP) o di idee religiose (Hezbollah), si tratta di realtà che pubblicamente esprimono ammirazione verso Mussulini e Hitler. Non a caso, ad esempio, ancora oggi sia i jihadisti di Hezbollah che quelli del Fronte Popolare, sfilando fieri facendo il classico saluto romano.

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Accettare i supporter dell'”Asse della Resistenza” Mediorientale il 25 aprile, significa indirettamente legittimare la presenza di sostenitori del nazifascismo. Poco importa che questi estremisti si colorino di rosso o di nero. Le bandiere che sventolano, i gruppi che sostengono, sono i primi nemici della vera lotta partigiana. Per quelli come Nasrallah e Assad, Hitler era un eroe e nessun Olocausto e’ mai stato compiuto nella storia. 

Tutto ciò, senza dimenticare chi sta a capo dell’Asse della Resistenza mediorientale: la Repubblica Islamica dell’Iran. La parte peggiore di tutta questa storia e’ proprio l’indiretta connessione tra i manifestanti che hanno violentato il 25 aprile e Teheran. L’Ayatollah Khomeini e i suoi eredi, infatti, non sono affatto i rappresentanti di una “forza di liberazione”. Al contrario, essi sono i portatori del peggior radicalismo esistente e direttamente responsabili dell’occupazione di alcuni Paesi mediorientali (si pensi al Libano e alla Siria oggi). Lo stesso concetto attuale di jihad, proprio quello che uccide innocenti in Occidente, e’ figlio della cultura del martirio impressa da Khomeini all’Islam contemporaneo. Permettere ai nazifascisti rossi di sfilare il 25 aprile non significa solo infangare la memoria della Brigata Ebraica o legittimare le nuove forme di antisemitismo. Purtroppo significa molto di più, molto di peggio.

Permettere ai filo-Pasdaran di manifestare il 25 aprile, significa legittimare la continuazione ideologica, politica e materiale del nazifascismo. Significa uccidere la memoria dei Partigiani e la causa per cui questi eroi sono morti!

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Prima sulla Repubblica, poi sul Corriere della Sera, l’ex Ministro degli Esteri e Primo Ministro Italiano Massimo D’Alema, aveva rilasciato delle dichiarazioni promuovendo a spada tratta l’alleanza con il regime iraniano e i suoi proxy (primo fra tutti Hezbollah). Una alleanza preferenziale da portare avanti a scapito dell’Arabia Saudita – considerata praticamente il primo nemico dell’Occidente – e di Israele, considerato un “problema” (Corriere).

All’intervista del “leader Massimo” reagi’ in primis l’Ambasciatore di Israele a Roma, Naor Gilon, che – in una lettera al Corriere della Sera – parlo’ di una vera e propria “ossessione unilaterale” di D’Alema verso Israele (Corriere della Sera).

 Renzi “agente del Mossad da sconfiggere”

La polemica a colpi di penna, venne chiusa dallo stesso rappresentante italiano, in una risposta che lasciava trapelare come D’Alema avesse preso male la critica del rappresentante israeliano in Italia. Talmente male che, secondo quanto dichiarato dalla giornalista Maria Teresa Meli – e incredibilmente mai smentito – durante una cena Massimo D’Alema avrebbe dichiarato che il Primo Ministro italiano Matteo Renzi e’ un “uomo del Mossad” (il servizio segreto esterno di Israele) e che, per questo motivo, “bisogna sconfiggerlo” (Affari Italiani).

Dal Mossad al MOIS…

Alle dichiarazioni silenziose senza smentita, quindi, Baffino ha voluto aggiungere una ciliegina sulla torta: come per magia, senza neanche una riga sui media italiani, e’ volato a Teheran per incontrare Ali Akbar Velayati, potente Segretario del Centro di Ricerca Strategica del Consiglio del Discernimento. Questo “think tank”, non si limita ad attività di ricerca sulla politica estera, ma partecipa attivamente alla definizione delle azioni di sostegno al terrorismo internazionale del regime iraniano.

A tal proposito, proprio legato ai temi di Israele e del mondo ebraico, vogliamo ricordare che contro Ali Akbar Velayati, l’Interpol emise un mandato di cattura, per il suo coinvolgimento nell’attentato al centro ebraico AMIA di Buenos Aires nel 1994 (85 vittime innocenti). Anche il Governo federale della Germania, emise un mandato di cattura contro Velayati nel 1996, per il suo ruolo nel “massacro di Mykonos” del 1992 (FAS).

Mentre D’Alema elogia l’Iran le milizie sciite…

In Iran Massimo D’Alema questa volta ci e’ andato come Presidente del FEBS –  Foundation for European Progressive Studies – potente think tank legato ai socialisti europei (D’Alema conserva questa carica dal 2010). Ovviamente, durante la visita l’ex Ministro degli Esteri che amava andare a braccetto con Hezbollah, ha elogiato il regime iraniano e sostenuto la necessita’ di un rapporto stretto con Teheran per favorire la stabilita’ e la sicurezza regionale (Abna).

Tutto questo avviene mentre il Governo USA e’ costretto ad ammettere che le milizie sciite – al servizio del Governo iracheno e sostenute attivamente dall’Iran – stanno commettendo in Iraq una vera e propria pulizia etnica contro i sunniti e i cristiani (Vox.com). Primi responsabili di questi massacri etnici sono gli jihadisti della Brigata Badr, comandata da Hadi al Ameri, praticamente un uomo di Qassem Soleimani e Ali Khamenei (esiste anche un video di un bel bacio tra i due…).

Ancora: mentre Massimino elogia Teheran, gli iraniani stanno attivamente lavorando per costruire una milizia simile ad Hezbollah in Siria. Ormai da tempo gli sciiti siriani si definiscono  “Hezbollah fi Suriya” (Hezbollah in Siria). Questo avviene mentre, anche qui, gli iraniani e i loro proxy stanno favorendo una vera e propria pulizia etnica, soprattutto intorno alle aree di Damasco (The Tower). Peggio, l’elogio del rappresentante italiano verso l’Iran avviene mentre le milizie sciite continuano ad assediare il villaggio siriano da Madaya, dove donne e bambini sono praticamente costretti a mangiare l’erba per poter sopravvivere (EA World View, No Pasdaran).

Dulcis in fundo, il viaggio di Massimino coincide con la continuazione del contrabbando illegale di armamenti dall’Iran verso lo Yemen, in aiuto alle milizie Houthi, ormai diventate una sorta di Hezbollah locale. A fine febbraio, una fregata australiana ha bloccato una nave carica di armi dirette alla minoranza sciita yemenita. Una piccola barca da pesca, partita dall’Iran e con a bordo l’intero equipaggiamento di nazionalità iraniana (FDD).

Concludendo, possiamo certamente dire che il concetto di “stabilita’ e sicurezza” che promuove il Caro Leader Massimo, risulta rivelarsi alquanto destabilizzante, pericoloso e insicuro…

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Nuovamente siamo costretti a parlarvi di Assadakah, l’organizzazione sarda al servizio dell’Iran, di Bashar al Assad e, soprattutto, di Hezbollah. Come forse ricorderete, già nell’ottobre del 2013, abbiamo denunciato come Assadakah avesse invitato in Italia due terroristi di Hezbollah: all’epoca si trattava di Abdallah Kassir, allora direttore di al Manar, e Ammar al Mussawi, responsabile relazioni internazionali dell’organizzazione terrorista libanese. Il 24-25 ottobre prossimo quindi, in occasione di un evento dal titolo “Meeting Internazionale delle Politiche del Mediterraneo”, Assadakah replicherà invitando a Cagliari altri due terroristi di Hezbollah: questa volta si tratta di Ali Fayyad, membro del Parlamento libanese, parte del blocco filo Hezbollah e Ibrahim Farhat, attuale direttore di al Manar, il canale TV del “Partito di Dio”.

Il meeting organizzato da Assadakah, ovviamente, è solo una scusa per progandare l’ideologia di questa organizzazione, promotrice di una politica estera italiana in favore di regimi massacratori come quello di Bashar al Assad e dell’Iran. A tal fine va ricordato che, nei mesi in cui Bashar massacrava i civili siriani, Assadakah si prendeva cura di organizzare viaggi di giornalisti italiani in Siria, al fine di presentare loro la versione della storia promossa dal regime. Ecco allora che, in pochi mesi, Bashar al Assad si è lentamente trasformato da spietato massacratore, in potenziale partner per l’Occidente nella guerra ad Isis. Con il piccolo particolare che, senza i massacri portarti avanti da Assad e i Pasdaran contro i civili siriani e l’opposzione moderata, sicuramente oggi il fenomeno Isis non sarebbe mai giunto al livello attuale. Senza contare che, proprio dai terroristi di Isis, Bashar al Assad compra illegalmente il petrolio (guarda caso…).

Ali Fayyad e Ibrahim Farhat, sono due esponenti di primo piano di Hezbollah che, in questi anni, hanno attivamente sostenuto i crimini di Assad e l’intervento di Hezbollah al fianco dei soldati siriani lealisti. Proprio l’intervento in Siria di Hezbollah e dei Pasdaran, vogliamo ricoprdarlo, è ciò che ha reso il conflitto siriano una vera e propria guerra tra sciiti e sunniti. L’arrivo di Fayyad, in particolare, dovrebbe preoccupare l’Italia: è stato proprio lui, lo ricordiamo, ad opporsi alla continuazione della missione Unifil 2, ove i soldati italiani fanno la parte del leone. Ibrahim Farhat, invece, è a capo di al Manar dal febbraio 2014: poco dopo essere stato nominato, Farhat si è recato dai sui padroni in Iran, ove ha incontrato anche i vertici dell’agenzia di stampa Tasnim News, la voce dei Pasdaran. Qui, per la cronaca, ha definito la Repubblica Islamica un “modello sublime”…la stessa repubblica che, in meno di un anno, ha impiccato oltre 900 esseri umani (e l’Italia, lo ricodiamo, è promotrice della Moratoria Internazionale contro la Pena di Morte).

Purtroppo al meeting di Assadakah prenderanno parte anche diversi rappresentanti di primo piano del giornalismo e della politica italiana: tra loro Alberto Negri, Toni Capuozzo, il Senatore Tonini (Pd), il Deputato Erasmo Palazzotto (M5S) e Massimo Zedda (Sindaco di Cagliari). A tutti loro chiediamo di ripensare la loro partecipazione al Meeting promosso da Assadakah. La lotta contro Isis e il jihadismo sunnita in Medioriente, infatti, non può giustificare il sostegno ad organizzazioni che, attivamente, promuovono la cooperazione con i terroristi della sponda opposta, ovvero i sostenitori di Hezbollah, Assad e dei Pasdaran. Si tratta di organizzazioni e regimi che, attivamente, hanno promosso una vera e propria jihad sciita in Medioriente, colpevole di innumerevoli massacri contro donne e bambini e prima causa del fenomeno dei milioni di rifuguati siriani nel mondo! Sostenere le idee di Assadakah, quindi, non favorirà sicuramente un Medioriente stabile, ne promuoverà quella riconciliazione di cui la regione ha bisogno. Al contrario, si continueranno a promuovere la lotta fratricita all’interno dell’Islam e le idee di odio verso l’Occidente che, la Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, tutti i giorni diffonde.

Vi chiediamo di denunciare e lottare con noi per impedire l’arrivo dei due terroristi di Hezbollah in Italia!

Fermiamo questa vergogna!

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L’account Twitter dei Pasdaran continua destare interesse. Dopo la rivelazione del blog Good Morning Iran in merito al piano per attaccare una portaerei americana nel Golfo Persico, adesso una interessante notizia ve la diamo noi di No Pasdaran. In un tweet, pubblicato il 18 maggio scorso, le Guardie Rivoluzionarie hanno ordinato al gruppo terrorista Hezbollah il suo prossimo obiettivo: la conquista dell’intera Galilea. Il testo del tweet, in arabo, dice testualmente: “il primo obiettivo di Hezbollah è il pieno controllo della Galilea“. Il tweet è completato dalla mappa che vedete qui sotto, ad indicare geograficamente l’area che il Partito di Dio dovrebbe togliere al controllo israeliano.

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Hezbollah, come noto, è una creazione iraniana, un movimento terrorista fondato con il preciso scopo di esportare la rivoluzione khomeinista fuori dai confini dell’Iran. Nonostante si faccia passare come movimento di resistenza nazionale, Hezbollah occupa il sud del Libano da anni, non rispondendo in alcun modo alle normative del Governo centrale di Beirut. Gli unici comandamenti che il gruppo osserva, infatti, sono quelli che arrivano da Teheran, ultimo tra i quali è quello di intervenire massicciamente nel conflitto siriano. Con l’ingresso nella guerra civile in Siria, vogliamo ricordarlo, Hezbollah non ha solamente contribuito all’approfondimento delle divisioni tra sciiti e sunniti, ma ha anche provocato l’aumento esponenzia dei profughi siriani, costretti a fuggire dalla fuori omicida dei cecchini di Assad.

Anche in Italia, purtroppo, i sostenitori di questo gruppo terrorista non mancano. Primi fra tutti i membri di Assadakah, organizzazione guidata da Raimondo Schiavone, da sempre attiva nella promozione delle idee e degli interessi di Hassan Nasrallah. Ci auguriamo che l’Italia, Paese democratico, agisca presto per bloccare le attività di coloro che promuovono il terrorismo e il fondamentalismo religioso.

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Purtroppo, ancora una volta, siamo costretti a parlarvi di Assadakah, centro italiano che si definisce come “Italo-Arabo e del Mediterraneo”. Lo scopo apparente di questa organizzazione guidata da Raimondo Schiavone, è quello di promuovere gli scambi economici e culturali tra l’Italia e i Paesi del Mediterraneo. In realtà, in l’attività concreta degli associati è volta a promuovere gli ideali di gruppi terroristi come Hezbollah e di regimi repressivi come l’Iran e la Siria. Sul caso siriano, in particolare, Assadakah ha investito buona parte del suo tempo, organizzando viaggi ed interviste per diffondere la versione dei fatti di Bashar al Assad e dei suoi miliziani.

Lo scorso 5 maggio, quindi, Assadakah ha annunciato con felicità che il gruppo terrorista Hezbollah ha conferito “un’onorificenza di grado superiore a quella di merito al Segretario Generale del Centro Italo Arabo Raimondo Schiavone”. L’onoreficenza, per la cronaca, è stata consegnata direttamente dalle mani dello Sceicco Ali Daghmoush, braccio destro di Hassan Nasrallah e responsabile esteri di del Partito di Dio, tra coloro che mantengono direttamente i rapporti tra Hezbollah, Teheran, Damasco e Gaza. Da parte sua, ricevendo il premio, Raimondo Schiavone ha rivelato che che Assadakah collabora direttamente con Hezbollah sin dal 2006, allo scopo di affermare l’amicizia tra Italia e Libano. Nelle sue parole, però, Schiavone non chiarisce come mai, per sostenere i rapporti tra Roma e Beirut, Assadakah non dialoghi direttamente con il governo centrale libanese, preferendo invece mantenere rapporti con un movimento che rappresenta uno Stato nello Stato e che prende ordini direttamente da Teheran.

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Dei rapporti tra Assadakah ed Hezbollah vi avevamo già parlato nell’ottobre del 2013, quando il centro italiano invitò a Cagliari due esponenti del Partito di Dio, Ammar Al Mussawi e Abdallah Kassir. Quando, in quella occasione, denunciammo l’arrivo dei terroristi libanesi in Italia, Raimondo Schiavone rispose descrivendoci come fascisti e – in pieno stile Hezbollah – denunciando una campagna  di odio contro la sua organizzazione. Oggi, per confermare le accuse di Schiavone, continuiamo a ritenere vergognosa la presenza in Italia di una organizzazione che mantiene diretti rapporti con terroristi internazionali, riconosciuti come tali dalla stessa Unione Europea.

Denunciando queste relazioni non conformi allo stesso spirito della Costituzione Italiana (articolo 11), chiediamo al Ministro degli Esteri di non ricevere alcuna delegazione di Assadakah. Nell’articolo relativo al conferimento dell’onoreficenza a Schiavone, infatti, è scritto che presto Assadakah organizzerà un incontro alla Farnesina, allo scopo di promuovere –  ufficialmente per scopi “interreligiosi” – l’arrivo in Italia di religiosi sciiti. La realtà è ben diversa: il vero scopo di Assadakah è di portare in Italia personaggi incaricati di diffondere il pensiero radicale di Hezbollah e la versione dello sciismo propria della Velayat-e Faqih. Si tratta di una lettura della fede sciita completamente stravolta da Khomeini e condannata da importanti Ayatollah come Ali al Sistani e Hossein Kazemeyni Boroujerdi. L’Ayatollah Boroujerdi, in particolare, proprio per la sua critica al Khomeinismo, si trova oggi nelle carceri iraniane, ove ha subito torture e violenze. Del suo caso, per la cronaca, si è occupato anche l’inviato speciale per diritti umani in Iran Ahmad Shaheed e Amnesty International.

Qui di seguito una inchiesta del 2011 di Sardegna 24, sui rapporti di interessi tra le società di Raimondo Schiavone e l’ex Presidente della Provincia di Cagliari, Graziano Milia, condannato nel 2011 per abuso d’ufficio

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Tristezza: questa è probabilmente la parola che meglio indica lo stato d’animo di chi, in queste ore, ha appreso della prossima delegazione di parlamentari italiani pronta a partire per Teheran. Così, mentre la Repubblica Islamica massacra i prigionieri politici ad Evin e mentre oltre 29 esseri umani sono stati impiccati negli ultimi giorni, i politici italiani decidono di farsi un viaggetto nella Repubblica Islamica, con il fine ufficiale di rinforzare le relazioni bilaterali e approfondire i rapporti economici. La delegazione italiana, secondo quanto diffuso da Teheran, arriverà in Iran il prossimo 3 maggio.

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La notizia del prossimo viaggio dei parlamentari italiani, è stata data da Hossein Sheikholeslam, consigliere personale di Ali Larijani, Presidente del Parlamento iraniano. Lo stesso organo che, solamente pochi giorni fa, ha negato la veriticità dell’attacco dei Pasdaran ai prigionieri politici nel carcere di Evin, una azione brutale ormai entrata nella storia della Repubblica Islamica come il “martedì nero”. Ma chi è Hossein Sheikholeslam? Il caro parlamentare iraniano non è solamente il consigliere di Larijani, ma un membro di primo piano dell’establishment iraniano, elemento centrale della strategia del terrore promossa dal regime: nel novembre del 1979, Sheikholeslam è stato tra gli studenti estremisti che hanno preso d’assalto l’ambasciata americana a Teheran e tenuto in ostaggi i diplomatici statunitensi sino al gennaio del 1981. Non solo: come ricompensa per quell’azione criminale, Hossein Sheikholeslam è diventato uno degli esponenti di primo piano della politica iraniana, venendo anche nominato Ambasciatore in Siria. Si tratta di una posizione diplomatica di primo piano. Chi controlla l’Ambasciata iraniana a Damasco, infatti, ha anche il compito di mantenere i rapporti con l’organizzazione terrorista libanese Hezbollah. In questo senso, Hossein ha svolto un ruolo di primo piano nel rifornire il movimento libanese di soldi e armamenti. Proprio grazie a questo supporto oggi Hezbollah guida la repressione di Bashar al Assad contro il popolo siriano. C’è di peggio: Hossein Shiekholeslam si è anche contraddistinto per le sue reazioni dopo alcune importanti accadimenti internazionali. In seguito all’11 settembre 2001, infatti, Hossein dichiarò che erano stati gli stessi americani ad organizzare l’attacco alle Twin Towers. Dopo la decisione dell’Unione Europea di inserire solamente l’ala militare di Hezbollah nella lista delle organizzazioni terroriste, Hossein dichiarò che i Paesi mussulmani avrebbero aumentato il sostegno al Partito di Dio come reazione.  Solamente nel febbraio scorso, quindi, Hossein Sheikholeslam dichiarò che “Hezbollah ha in mano migliaia di missili pronti a colpire Israele“.

Insomma, in poche parole, appena arrivati a Teheran, i parlamentari italiani stringeranno la mano di un vero terrorista. Un uomo che, con le sue azioni, ha direttamente contribuito alla sofferenza di molti e all’instabilità della regione mediorientale. Ora la domanda è una sola: è davvero con questa gente e con questo regime che l’Italia vuole approfondire le relazioni bilaterali?

Attendiamo risposte…

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In questo video, drammatico, potete vedere la sola e vera faccia di Hezbollah: terroristi senza alcuna pieta’, che ammazzano esseri umani anche quando questi sono feriti e ormai incapaci di difendersi. Ecco chi sono gli uomini – o meglio le bestie – a cui Assadakah ha dato la parola la scorsa settimana a Cagliari….

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