In Iran la storia ha già decretato lo sconfitto: Ali Khamenei…

Pubblicato: gennaio 24, 2020 in Iran, Iran Khamenei, Iran Regime, Iran Religione, Iran Rivoluzione
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Non possiamo prevedere come finirà la drammatica crisi iraniana. Il Paese e’ fortemente spaccato, a rischio del collasso economico e diviso tra una massa di persone che sostiene il regime perché dipendente dall’esistenza di quest’ultimo e una larga massa di cittadini iraniana – in larga parte giovanissimi – che e’ ormai lontanissima dagli ideali della rivoluzione del 1979 e che chiede ormai direttamente un “regime change”.

Una cosa pero’ possiamo sottolinearla da subito, al di la’ di come finira’ questo drammatico scontro interno in Iran, esiste gia’ uno sconfitto dalla storia e questo sconfitto ha un nome e cognome: Ali Khamenei, la Guida Suprema dell’Iran.

Khamenei e’ arrivato al potere nel 1989, nonostante non avesse alcun requisito religioso per poter giungere alla carica di Rabar. Se e’ arrivato dove e’ arrivato, e’ solo per motivazioni politiche e grazie all’ex Presidente Rafsanjani, ormai deceduto, che lo sostenne dicendo che egli era stato scelto dallo stesso Khomeini.

Questi anni passati in Iran con Khamenei alla guida del Paese, sono stati anni fallimentari. Nonostante i cambiamenti di governo formale tra pragmatici (Rafsanjani), riformisti (Khatami), ultra conservatori (Ahmadinejad) e ritorno dei pragmatici (Rouhani), lo stato parallelo iraniano – ovvero coloro che veramente controllano il Paese: i Pasdaran e la Guida Suprema con i suoi clerici fedeli – non sono stati in grado di modernizzare il Paese, andando incontro alle richieste di cambiamento dei cittadini.

Al contrario, Khamenei ha scelto e benedetto una drammatica via unilaterale per il Paese: forte ingresso dei Pasdaran nell’economia nazionale a fronte di una costante repressione delle manifestazioni di dissenso popolare avvenute in questi anni (rivolta degli studenti di Teheran nel 1999, Onda Verde 2009 – 2011, proteste contro la corruzione finanziaria 2017 – 2018, proteste contro il caro benzina 2019, proteste contro le bugie del regime dopo l’abbattimento dell’aereo civile ucraino 2020).

In altre parole, Khamenei si e’ messo alla guida de facto di coloro contro i quali e’ stata ideologicamente fatta la rivoluzione del 1979: i mostakbari, ovvero i nuovi oppressori, coloro che detengono il potere economico e militare, ma non più la legittimità sociale. Contro Khamenei, esiste oggi una massa di mustafadin, di diseredati e oppressi, che non ha lavoro, non vede prospettive per il futuro, considera i clerici sciiti dei corrotti e si chiede come mai i compari di Soleimani, spendano miliardi per sostenere Assad ma non sprechino due soldi per portare l’acqua potabile nelle regioni iraniane più lontane.

Si chiedono come mia Khamenei, nel suo sermone di Venerdì della scorsa settimana, abbia dedicato più tempo a elogiare Soleimani e la Forza Quds, piuttosto che ricordare gli iraniani innocenti presenti sul volo ucraino abbattuto dai missili delle Guardie Rivoluzionarie. Iraniani amanti del loro Paese, costretti a lasciarlo nonostante i loro successi negli studi, perché privi di speranza nella loro stessa patria.

Lo ripetiamo: non sappiamo come finirà la crisi iraniana e certamente non sara’ quello iraniano un passaggio istituzionale semplice e indolore. Sappiamo pero’ che uno sconfitto della storia c’e’ già e si chiama Ali Khamenei…

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