Archivio per giugno 12, 2019

Il prigioniero politico Alireza Shirmohammadali e’ stato accoltato a morte nel Grande carcere di Teheran. Alireza e’ stato ucciso da due criminali comuni, imprigionati per reati connessi alla droga.

Arrestato il 15 luglio 2018 per un post su Telegram, Alireza Shirmohammadi e’ stato accusato di “insulto al sacro”, “insulto alla Guida Suprema” e “propaganda contro lo Stato”. Per queste accuse, nel febbraio 2019, Alireza e’ stato condannato a 8 anni di carcere, contro i quali ovviamente ha fatto appello.

Nonostante Alireza fosse chiaramente un prigioniero incarcerato per ragioni politiche, e’ stato rinchiuso nel Grande Carcere di Teheran, costruito nel 2015 per detenuti condannati per reati comuni, principalmente per droga. Purtroppo, il regime iraniano lo ha usato anche per incarcerare attivisti e dissidenti, nonostante la stessa legge iraniana obbligi a separare i prigionieri, in base al tipo di reato compiuto.

Una regola che, come suddetto, spesso non viene volutamente rispettata, per umiliare, fiaccare a persino eliminare i dissidenti politici. Cosi e’ stato per Alireza che, contro questa decisione, ha pubblicamente protestato, iniziando anche uno sciopero della fame tre mesi fa.

Dal 2003, sono almeno 29 i prigionieri politici morti sotto costodia. Un numero impressionante, che il regime iraniano non include tra quelli morti per esecuzione capitale.