Iran, Khamenei approva misure le speciali contro i manifestanti: ci sara’ un Tribunale speciale, processi pubblici e senza appello!

Pubblicato: agosto 13, 2018 in Iran, Iran Diritti Umani, Iran Khamenei, Iran notizie, Iran Regime
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Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa iraniana Mehr News, in risposta ad una sollecitazione del Capo della Magistratura, la Guida Suprema Ali Khamenei ha approvato “misure speciali”, per punire coloro che sono stati arrestati con l’accusa di “corruzione economica”.

Con le parole “corruzione economica”, si intendono non solo coloro che vengono veramente arrestati per casi di corruzione, ma anche coloro che sono stati fermati in questi giorni durante le manifestazioni popolari in corso in Iran (a volte, gli arrestati sono definiti anche come “disturbatori dell’economia”). Manifestazioni che, lo ricordiamo, hanno in primis una ragione economica, in protesta contro il carovita e la corruzione imperante all’interno dell’establishment politico-militare-clericale del Paese.

Secondo la mente malsana del regime iraniano, infatti, quelle in corso nel Paese, non sono manifestazioni legittime contro il carovita, ma una vera e propria guerra economica scatenata da una parte della popolazione, pagata da nemici esterni, contro la Repubblica Islamica. Peccato che, come le immagini hanno mostrato in questi mesi, questa “parte della popolazione”, e’ composta da migliaia di iraniani, disperati per le condizioni finanziare del Paese.

Nella lettera scritta dal capo della Magistratura iraniana Sadegh Amoli Larijani a Khamenei, viene chiesta l’autorizzazione per: creare un Tribunale Speciale a Teheran (composto da tre giudici), trasmettere pubblicamente le udienze e impedire ai condannati di fare appello ad altre Corti, escluso per i casi in cui l’imputato viene condannato alla pena capitale. Nella sua concisa risposta – tre righe – Khamenei da la benedizione alla proposta di Larijani e lo invita a metterla in pratica. Questa Corte speciale di Teheran, restera’ in piedi per almeno tre anni.

L’Iran, come noto, e’ primo al mondo per riciclaggio di denaro, tra i primi per corruzione interna e mancanza di trasparenza e ancora primo al mondo per finanziamento internazionale del terrorismo. Tutti soldi usati per i fini geopolitici della Repubblica Islamica e derubati alla popolazione civile iraniana.

In queste settimane il Portavoce della Magistratura iraniana ha dichiarato che, per coloro che sono stati arrestati durante le manifestazioni popolari, e’ in considerazione anche l’uso della pena di morte. Ad altri, come reso noto proprio in queste ore, e’ stato negato di lasciare il Paese.

Con la lettura larga del concetto di “corruzione” che fa il regime iraniano – si pensi solo alle accuse di “corruzione in Terra” per gli attivisti – in questo Tribunale di Teheran rischiano veramente di finirci tutti coloro che manifestano una qualsivoglia opinione diversa da quella del regime.

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