Archivio per luglio, 2018

Bahai-prisoner

Una giovane donna Baha’i, Sarir Movaghan, e’ stata espulsa dall’Universita’ Islamica Azad di Isfahan, un semestre prima di completare la sua laurea in architettura.

Secondo quanto denunciato da Sarir, l’espulsione sarebbe direttamente derivata dalla sua fede Baha’i: quando si e’ iscritta all’universita’ quattro anni or sono, Sarir ha dichiarato senza problemi la sua fede, ed era stata accettata. Alla fine del suo percorso universitario pero’, poco prima dell’ultimo esame, Sarir e’ stata espulsa nonostante il fatto che non avesse mai espresso la sua fede in pubblico.

Una fonte anonima ha rivelato al Center for Human Rights in Iran che, qualche settimana prima dell’ultimo esame, Sarir e’ stata contattata dall’Universita’ e le e’ stato detto che la sua documentazione non era completa. Improvvisamente, quindi, l’Ateneo ha cancellato completamente le chiavi fornite a Sarir per l’accesso al sito internet della Facolta’. L’Universita’ ha anche rifiutato di dare alla Movaghan la lista degli esami e dei crediti conseguiti sinora.

Purtroppo questo sistema e’ la prassi nella Repubblica Islamica. I Baha’i sono considerati una setta peccaminosa e contro di loro esiste anche una fatwa ad hoc della Repubblica Islamica. Ai Baha’i e’ negato – quasi sempre – l’accesso al sistema educativo nazionale e anche a numerose professioni. Quando accettati, i Baha’i sono a costante rischio di espulsione – come avvenuto a Sarir Movaghan – o devono comunque avere uno stipendio inferiore alla media nazionale.

amirhosein-miresmaeili

Vietato contestare il sostegno del regime iraniano ai palestinesi. Si tratta di un dato di fatto ormai in Iran e l’ennesima riprova della veridicita’ di questa affermazione, e’ l’arresto del giornalista Amir Hossein Mir Ismae’li. Amir oggi sarebbe detenuto presso il carcere Hassan Abad di Teheran.

Secondo il sito Journalism is not a Crime, Amir e’ finito in carcere per aver criticato il sostegno della Iran’s Relieft Committe Charity. Amir, infatti, aveva criticato il fatto che, mentre il popolo iraniano muore di fame, il regime spende le risorse all’estero, permettendo che due terzi della popolazione iraniana viva sotto la soglia della poverta’. In passato – sempre per la stessa ragione – Amir aveva anche criticato il potente clerico Ahmad Alam Olhoda. Anche in quel caso, il giornalista era finito agli arresti.

Ricordiamo che, durante le recenti proteste popolari contro il regime, sono stati gridati numerose volte slogan contro il sostegno della Repubblica Islamica ai palestinesi e ai terroristi libanesi di Hezbollah (“No Gaza, No Libano, la mia vita solo per l’Iran”). Il 25 giugno scorso, durante la protesta dei bazari a Teheran, la folla ha anche gridato “Morte alla Palestina“.