Archivio per marzo 15, 2018

iran death penalty

La ONG Iran Human Rights, ha pubblicato ieri il report del 2017, relativamente alla pena capitale nella Repubblica Islamica. Secondo quanto denunciato nel report:

  • almeno 517 prigionieri sono stati condannati a morte nel 2017, una media di più di una esecuzione capitale al giorno;
  • Delle 517 condanne a morte, solamente 111 (il 21%) sono state comunicate ufficialmente dal regime. Le altre sono state eseguite segretamente;
  • Almeno 240 detenuti sono stati condannati a morte per omicidio (45% del totale), 98 in più rispetto al 2016;
  • Almeno 231 detenuti sono stati condannati a morte per reati relativi alla droga, 65 in meno rispetto all’anno precedente;
  • 31 esecuzioni sono state condotte in pubblico;
  • Tra i detenuti condannati a morte, almeno 5 erano stati arrestati e condannati in eta’ minorile, in violazione delle normative internazionali, sottoscritte dalla stessa Repubblica Islamica;
  • Almeno 10 condanne a morte riguardavano delle donne;
  • Delle 517 condanne a morte, 254 sono state decise dai Tribunali Rivoluzionari. Dal 2010, il numero di condanne a morte decise da questi tribunali sono oltre 3400;
  • 221 detenuti condannati a morte, si sono salvati grazie al perdono dei famigliari delle vittime.

Come denunciato da Mahmood Amiry-Moghaddam, responsabile della ONG Iran Human Rights, sotto la presidenza Rouhani, il numero di condanne a morte mensili e’ raddoppiato rispetto all’era Ahmadinejad: con Rouhani, infatti, le pene capitali mensili sono almeno 60, rispetto alle 35 del periodo Ahmadinejad!

Resta attualmente in carcere, a rischio di imminente esecuzione, Ahmadreza Djalali, il ricercatore medico iraniano – con passaporto svedese – accusato di spionaggio. La famiglia di Ahmadreza, ha denunciato che il reale obiettivo del regime e’ farlo morire in stato detentivo!

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