Archivio per febbraio 14, 2018

diritti umani iran

Sembra una barzelletta, eppure non lo e’: il Ministero degli Esteri iraniano ha convocato tutti gli Ambasciatore esteri accreditati a Teheran, per spiegare loro i “risultati conseguiti sui diritti umani da parte dell’Iran”.

All’incontro erano presenti i massimi vertici del regime iraniano, tra cui la Vice Presidente Masoumeh Ebtakar, l’inviata speciale di Rouhani per i Diritti Civili Shahindokht Molaverdi, il Ministro della Giustizia Alireza Avaei, il Vice Capo del Consiglio per i diritti umani della Magistratura iraniana Kazem Gharibabadi e alcuni parlamentari iraniani.

Secondo quanto riportato dai media iraniani, il Vice Responsabile per gli Affari Legali e Internazionali del Ministero degli Esteri, Gholam Hossein Dehqani, l’incontro si e’ svolto in due sessioni, di cui la prima dedicata, ai risultati raggiunti dal regime per quanto concerne i diritti delle donne. Successivamente, i rappresentanti del regime si sono anche lamentati del trattamento dell’Iran sul tema dei diritti umani, da parte dei media internazionali.

Chissà quale sara’ stato il commento da parte degli Ambasciatori internazionali, soprattutto da parte di quelli Occidentali. Chissà se agli Ambasciatori sara’ stata data la possibilità di fare domande, e di chiedere ai rappresentanti del regime questioni come:

  • la legalizzazione in Iran del matrimonio minorile e della pedofilia (in Iran le bambine possono essere date in sposa sin dall’età di 13 anni, e spesso a 9…);
  • l’imposizione alle donne del velo obbligatorio, sin dall’età di sette anni…;
  • le leggi contro le donne, che trattano le persone di sesso femminile come esseri umani di serie B. Donne che per lavorare, per uscire dal Paese o per ottenere l’affidamento dei figli, devono avere il permesso degli uomini. Non solo, davanti alle Corti, la testimonianza e la vita della donna valgono meta’ dell’uomo. Oppure il divieto imposto alle donne iraniane di entrare negli stadi o – recente fatwa di Khamenei – di pedalare in pubblico…
  • la detenzione di diverse prigioniere politiche iraniane, tra cui Narges Mohammadi e Atena Daemi…
  • il recente arresto di oltre 3700 manifestanti, di cui ancora centinaia restano in carcere e tra loro numerosi studenti dell’Università di Teheran;
  • l’uso indiscriminato della pena di morte, particolarmente verso detenuti arrestati in eta’ minorile, in piena violazione di ogni trattato internazionale;
  • l’arresto di numerosi cittadini iraniani con doppia cittadinanza, accusati di spionaggio senza alcuna prova e condannati alla pena capitale. Tra loro, ci chiediamo se l’Ambasciatore italiano – nel caso fosse stato presente all’incontro (dato interessante da conoscere…) – abbia sollevato la questione drammatica di Ahmadreza Djalali;
  • le discriminazioni etniche e religiose contro minoranze quali i Baha’i, i cristiani evangelici, i sunniti o gli Arabi dell’Ahwaz;
  • l’invio da parte di Teheran di foreign fighters sciiti a combattere in Siria e in Iraq, spesso minori afghani di etnia Hazara, giunti in Iran per disperazione e finiti a fare i mercenari per ottenere un permesso di soggiorno…

Potremmo continuare ancora molto, ma già sapere di avere una qualche minima risposta seria su questi temi, sarebbe un successo. Peccato che, non serve neanche dirlo, il regime non avrà’ fornito alcuna spiegazione, ma continuato a predicare la sua falsa narrativa. Come quando ha portato gli Ambasciatori internazionali in visita la carcere di Evin, ove sono detenuti decine e decine di prigionieri politici. Peccato che di Evin, i diplomatici ospitati, abbiano visto solo una (piccola) parte…

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