Archivio per gennaio 29, 2018

daemi iraee

Le prigioniere politiche iraniane Atena Daemi e Golrokh Ebrahimi Iraee sono state picchiate nel carcere di Evin – vicino Teheran – e trasferite presso il centro detentivo di Gharchak (nella citta’ di Varamin).

Secondo quanto denunciato dalla Signora Masoumeh Nemati, madre della Daemi, Atena e Golrokh sono state improvvisamente convocate dagli agenti del carcere di Evin il 24 gennaio e le e’ stato comunicato che il regime intendeva processarle per nuovi reati. In quella occasione, ben cinque agenti sono arrivati e hanno picchiato duramente le due prigioniere politiche. Alle 9.30 di sera, infine, Atena e Golrokh sono state trasferite presso Gharchak.

Secondo la Nemati, sia la Daemi che la Iraee hanno ricevuto un ordine di comparizione davanti alla sezione 4 del Tribunale Rivoluzionario di Evin, con l’accusa di aver insultato la Guida Suprema Ali Khamenei, recitando alcuni poemi in carcere. Entrambe, coraggiosamente, hanno rifiutato la convocazione perché priva delle necessarie procedure legali.

Ricordiamo che Atena Daemi – attivista per i diritti umani e dei bambini – e’ in carcere dal novembre 2016, condannata a sette anni di carcere per aver criticato il regime e aver sostenuto sul suo profilo Facebook, la condanna degli artefici del massacro del 1988 contro gli oppositori politici (oltre 30,000 morti). Recentemente il regime ha negato alla Daemi una importante operazione chirurgica.

Golrokh Ebrahimi Iraee, invece, e’ stata condannata nell’ottobre del 2016 a sei anni di carcere per aver “insultato il sacro” e per “propaganda contro lo Stato”. La sua colpa e’ quella di aver scritto delle storie – mai pubblicate – trovate durante un raid dei Pasdaran nella sua abitazione. La Iraee e’ la moglie di Arash Sadeghi, leader studentesco, condannato a 19 anni di carcere come oppositore politico.

Nel luglio del 2017, la Daemi e la Iraee avevano scritto una lettera insieme, denunciando la visita che il regime aveva organizzato nel carcere di Evin, per 45 ambasciatori stranieri. In quella occasione, secondo quanto scritto dalle due prigioniere politiche, ai diplomatici era stata mostrata una realtà inesistente!