Ahmadreza Djalali condannato a morte: l’Italia sospenda tutte le collaborazioni con l’Iran!

Pubblicato: ottobre 24, 2017 in Iran, Iran Diplomazia, Iran Diritti Umani, Iran notizie, Iran Pena di Morte, Iran Prigionieri Politici, Iran Regime, Italia Iran
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Il 21 ottobre il giudice iraniano Abolqsem Salavati, ha emesso la condanna morte per il ricercatore medico Ahmadreza Djalali, accusato di collaborazione con un Paese nemico, ovvero con Israele. Secondo le informazioni, la sentenza sara’ appellabile entro venti giorni.

Come noto, Ahmadreza Djalali e’ un ricercatore medico che, prima di trasferirsi in Svezia e acquisire la cittadinanza, ha lavorato per anni all’università del Piemonte orientale come esperto della medicina nei casi di emergenza.

Il suo arresto risale all’aprile 2016 quando, tornato in Iran per una conferenza universitaria, e’ stato fermato e accusato contatti con un Paese ostile, in pratica Israele. Una accusa priva di consistenza e di prove, figlia prevalentemente delle lotte interne tra le fazioni, quelle che hanno visto già finire in carcere dieci cittadini iraniani con doppia cittadinanza.

In un video registrato qualche giorno fa, in cui si sente solo la voce del ricercatore iraniano, Djalali denuncia di essere stato sbattuto in isolamento e di essere stato forzato due volte a rilasciare delle confessioni forzate davanti a delle telecamere (leggendo dei testi prestampati dai suoi aguzzini). Nello stesso video, quindi, Djalali nega le accuse nei suoi confronti e le descrive come fabbricazioni dei MOIS, il Ministero dell’Intelligence iraniano.

La notizia della condanna a morte di Ahmadreza Djalali ha sconvolto tutti. Proteste sono arrivate dai Rettori italiani e da parlamentari, come la senatrice novarese del PD Elena Ferrara. Indignazioni che, seppur flebilmente, hanno provocato la reazione del Ministro degli Esteri Alfano che, in queste ore, ha affermato che “l’Italia continuerà a sensibilizzare gli iraniani su questo caso fino all’ultimo” come ha già fatto “a livello diplomatico con il nostro ambasciatore e a livello politico come Farnesina“.

Pur ritenendo importante l’intervento del Ministro Alfano, riteniamo che i fatti hanno dimostrato come il regime iraniano capisca solamente la mano dura. Ecco perché, sarebbe opportuno che tutte le collaborazioni in atto tra Roma e Teheran venissero sospese, sino a quando l’Iran non libererà Ahmadreza Djalali e tutti i prigionieri politici attualmente in carcere.

 

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