Archivio per giugno 7, 2017

meme fipav

Darya Safai e’ una nota attivista iraniana che, da anni, combatte per i diritti delle donne nel suo Paese, chiedendo che abbiano il sacrosanto diritto di entrare liberamente negli stadi e che ottengano gli stessi diritti degli uomini.

Purtroppo, come pubblicato da numerosi media italiani, durante la partita di pallavolo Italia-Iran svoltasi il 2 giugno a Pesaro, non solo la polizia italiana ha chiesto a Darya di togliere il suo striscione per le donne iraniane, ma l’ha anche brutalmente allontanata dallo stadio. 

In seguito alla denuncia dell’accaduto, la FIPAV – Federazione italiana Pallavolo – ha emesso un comunicato che, se intendeva provare a chiarire quanto successo, ha solamente peggiorato la situazione.

Secondo quanto ammesso pubblicamente dalla FIPAV, infatti, le forze dell’ordine italiane sono intervenute in seguito alle minacce del responsabile della squadra iraniana che, in caso di mancata azione italiana, ha paventato l’interruzione della diretta della partita in Iran. Minacce poste al supervisore internazionale che, invece di applicare il regolamento della Federazione Internazionale – che assolutamente vieta ogni forma di discriminazione – ha deciso di abbassare la testa (Volleyball.it).

Il Presidente della FIPAV Pietro Bruno Cattaneo ha espresso successivamente il suo dispiacere, aggiungendo che l’Iran si deve adeguare agli standard internazionali. Ancora una volta, una posizione comica, considerando come da anni l’Iran se ne sbatta delle richieste in merito da parte di numerose organizzazioni internazionali (Federazione Internazionale pallavolo compresa). La sola risposta adeguata di Cattaneo, una volta informato dell’accaduto, sarebbe stato quello di ordinare lo stop all’intero match. Una inazione vergognosa e umiliante, che dovrebbe imporgli il buongusto di presentare le sue immediate dimissioni. 

Pretendiamo una azione concreta da parte della FIPAV, ovvero la sospensione delle partite con il regime iraniano, sino a quando Teheran non rispetterà il diritto delle donne ad avere gli stessi diritti degli uomini. Ogni altra parola, rappresenta solo un futile commento per auto-giustificare di essere complici di questo scempio.