Archivio per aprile 26, 2017

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Meno di due settimane fa, si e’ tenuto a Teheran un Forum tra Iran e Italia relativo all’innovazione e alla ricerca. In quella occasione, la Ministra dell’Istruzione Fedeli si e’ recata nella Repubblica Islamica, seguita da una delegazione di oltre 150 persone, tra cui alti rappresentanti della CRUI.

Prima di andare in Iran, la Ministra ha sottolineato che uno dei temi che avrebbe toccato con il regime, sarebbe stato il caso del ricercatore iraniano Ahmadreza Djalali, incarcerato in Iran dall’aprile del 2016, con l’accusa di contatti con “entità nemiche” (Gaiaitalia.com). Ricordiamo che Djalali si era recato in Iran su invito di una locale università, per partecipare ad una conferenza relativa alla sua specializzazione in medicina di intervento in caso di emergenze relative a disastri. Una specializzazione che Ahmadreza aveva preso anche grazie alla Università del Piemonte Orientale, ove il ricercatore aveva lavorato per oltre quattro anni, prima di trasferirsi in Svezia nel 2015.

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Non sappiamo cosa la Ministra italiana abbia detto alla controparte iraniana, quello che sappiamo e’ cosa e’ successo ad Ahmadreza in questi giorni. Invece di allentare la pressione nei suoi confronti, il regime ha aumentato le minacce e gli abusi.

Secondo quanto riporta Iran Human Rights, Teheran ha negato ad Ahmadreza Djalali il diritto alla scelta indipendente di un avvocato difensore, per la terza volta. Un diniego che, nuovamente, ha fatto spostare il processo nei suoi confronti, già rimandato da mesi (per questo Ahmadreza aveva anche dichiarato lo sciopero della fame e della sete). Il processo contro Ahmadreza Djalali e’ in mano al giudice Salavati, noto per la sua vicinanza alle ali più conservatrici e repressive del regime.

Ricordiamo che, nel gennaio del 2017, la moglie di Ahmadreza Djalali ha inviato una lettera direttamente al Presidente iraniano Rouhani, chiedendo il rilascio del marito, padre dei loro due piccoli bambini. Sinora, la sola risposta che Ahmadreza ha ricevuto, sono state le continue minacce di morte da parte delle autorita’ del regime…

 

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