Archivio per marzo 7, 2017

Lo scorso 24 febbraio, l’Agenzia per l’Energia Atomica delle Nazioni Unite – nota con la sigla AIEA – ha rilasciato l’ultimo report relativo al rispetto dell’accordo nucleare da parte dei contraenti. Nel report, nero su bianco, viene dimostrato non solo che Teheran sta violando l’Iran Deal, ma anche che non possiamo avere alcuna certezza in merito alla militarizzazione del programma nucleare della Repubblica Islamica.

Come denunciato dall’esperto americano David Albright, il report AIEA denuncia come l’Iran abbia ecceduto nella produzione di acqua pesante; rispetto al limite di 130 tonnellate metriche di acqua pesante, limite imposto dall’accordo, la Repubblica Islamica ne possiede oggi 135.2 (in parte presenti in Iran, in parte all’estero). Peggio: il regime iraniano potrebbe anche aver violato il limite di produzione di uranio a basso arricchimento. Secondo l’accordo nucleare, va ricordato, l’Iran non può produrre oltre 300 chilogrammi di uranio arricchito al 3,67%. Il report AIEA non denuncia una violazione in questo senso,  ma gli esperti ritengono che, il valore di uranio arricchito al 3,67% riportato dall’AIEA non rappresenta il totale della produzione iraniana. Se sommato tutto l’uranio al 3,67% prodotto da Teheran, quindi, il limite dei 300 chilogrammi potrebbe essere stato superato (ISIS). Infine la questione della militarizzazione del programma nucleare. Purtroppo, ad oggi, non sembra che gli esperti AIEA siano riusciti a visitare centri militari iraniani come Parchin, ove l’Iran non solo porta avanti il programma missilistico, ma ha anche simulato gli effetti di una esplosione nucleare (No Pasdaran).

Ricordiamo che, già nel novembre del 2016, l’AIEA aveva denunciato come l’Iran stesse violando l’accordo, producendo un eccesso di acqua pesante (da cui, attraverso un riprocessamento dell’uranio, è possibile ottenere una bomba al plutionio).

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