Archivio per febbraio 1, 2017

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Lei si chiama María Carolina Luján, ha solo 31 anni, ma è già una affermata campionessa argentina di scacchi, conosciuta a livello mondiale. Il prossimo febbraio, María avrebbe dovuto partecipare ad un torneo internazionale a Teheran, ma ha scelto di declinare l’invito.

Non lo farà non per ragioni tecniche, ma per ragioni politiche e di valori profondi. La giovane campionessa argentina, infatti, ha rifiutato l’idea di dover indossare obbligatoriamente il velo e di non avere il diritto di parlare con una persona di sesso maschile privatamente, senza essere controllata dalla polizia morale.

Commentando la sua decisione, María Carolina Luján ha evidenziato come il velo obbligatorio non sia solamente una questione di “codice d’abbigliamento”. Al contrario, questa imposizione ha un significato profondo, che “collude con i miei valori e il mio credo” (My Stealthy Freedom). María ha anche aggiunto che, in Argentina, non si ammettono imposizioni simili e il Paese rispetta le tradizioni culturali e religiose, non obbligando nessuno – in primis le donne mussulmane – ad indossare il velo (La Posta! Noticias).

Va detto che questo non è il primo caso di una scacchista di fama mondiale, che rifiuta di giocare in Iran per non essere obbligata ad indossare il velo. Era già successo recentemente con l’americana Nazi Paikidze e con l’ecuadoriana Carla Heredia. L’americana Paikidze, aveva addirittura lanciato una petizione su Change.org, per obbligare la federazione internazionale di scacchi a cambiare le regole e rigettare ogni forma di discriminazione, in primis quella di genere (Change.org).

Purtroppo, va rilevato che la giocatrice italiana di origine russa, Olga Zimina, ha deciso invece di partecipare al torneo di Teheran del prossimo febbraio, accettando l’imposizione del velo da parte del regime.

María Carolina Luján

María Carolina Luján

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