Archivio per febbraio, 2017

Nel rumore delle guerre intestine e settarie, drammatiche, che si stanno combattendo in Siria e Iraq, non si odono (per ora) le voci di dissenso interno ai vari schieramenti. Queste voci, però, esistono e, quando raccontate, offrono uno spaccato drammatico della situazione.

In un report speciale pubblicato dal think tant Washington Institute for Near East Policy, vengono riportate le voci di dissenso dei miliziani jihadisti di Hezbollah, nei confronti del regime iraniano. In particolare, grazie alla condizione di anonimato offerta, i miliziani di Hezbollah lamentano il fatto di essere considerate vite di serie B. Secondo quanto denunciano, infatti, il comandante iraniano Qassem Soleimani – a capo della Forza Quds dei Pasdaran – intepreta la sua missione principale come quella di salvare gli iraniani. A tale scopo, egli considera gli arabi sciiti impegnati in Siria e Iraq, come sacrificabili.

I vecchi combattenti di Hezbollah, consapevoli di questa situazione, si sono costantemente allontanati dal Partito di Dio, Questi combattenti, quindi, sono stati sostituiti da giovani ragazzi disoccupati a cui, più che l’ideologia, interessa un salario sicuro (almeno fino alla morte). La guerra in Siria, sta isolando le Comunità sciite del Libano e le sta allontanando anche dal regime iraniano. Un allotanamento che ha un effetto sugli stessi reduci sciiti della jihad siriana: una volta tornati nelle loro Comunità, dopo le cerimonie di facciata, questi miliziani restano spesso ai margini della società e diventano tossicodipendenti.

A quanto sembra, Qassem Soleimani non è molto disponibile al dialogo e alle critiche. Quando la leadership di Hezbollah non ha risposto alla richiesta di Soleimani di inviare nuovi jihadisti ad Aleppo, il comandante Pasdaran ha tagliato i salari per tre mesi, sino a quando Hezbollah non si è piegato. Insomma: una vera e propria relazione tra padrone e sottomesso che, ovviamente, ha creato una generale disilussione, soprattutto sul mito della possibile creazione di una “identità unita degli sciiti”.

Di seguito il link per leggere il report completo, in inglese:

http://www.washingtoninstitute.org/policy-analysis/view/hezbollah-losing-its-luster-under-soleimani

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In una intervista concessa alla TV di Hezbollah, al Manar, l'”Ambasciatore” Palestinese in Iran Salah Zawawi, ha rilasciato delle dichiarazioni vergognose e sconvolgenti. Zawawi, infatti, ha chiaramente detto che la “guerra” dei palestinesi non è solamente contro “il nemico sionista”, ma contro “l’impresa Occidentaele”. Una impresa che, sempre secondo Zawawi, avrebbe come scopo la creazione di un grande Israele per disintegrare il mondo arabo e quello islamico. Proprio per sconfiggere questo complotto, il rappresentante palestinese in Iran dichiara di pregare Allah che l’Iran produca 1000 bombe atomiche, da usare per difendere i principi della Rivoluzione Khomeinista….

La scorsa settimana il regime iraniano ha organizzato una conferenza in sostegno alla Intifada ove, senza remore, Khamenei ha definito nuovamente Israele un tumore da eliminare e invocato la guerra santa. Il Presidente Rouhani, a sua volta, dopo aver elogiato la Guida Suprema, ha descritto lo Stato ebraico come un “fake regime” (Equality Italia).