Iran: 129 studenti universitari espulsi perchè Baha’i! La storia di Nazanin

Pubblicato: gennaio 30, 2017 in Iran, Iran Baha'i, Iran Diritti Umani, Iran Donne, Iran fatwa, Iran Regime, Iran Religione, Iran repressioni, Iran Sharia, Iran Società
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nazanin

Solamente nell’agosto del 2016, ben 129 studenti universitari sono stati espulsi dai loro atenei, perchè praticanti della fede Baha’i. Come noto, in Iran esiste una vera e propria apartheid contro questa minoranza religiosa che, sebbene antichissima, viene considerata dai clerici come deviante. Lo stesso Khamenei, ha personalmente emesso una fatwa che vieta agli iraniani puri, di avere contatti con i Baha’i (No Pasdaran).

Di seguito la storia di una studentessa Baha’i, Nazanin Nikuuseresht, espulsa dalla Università di Shiraz. La sua storia, dimostra non solo il razzismo del regime, ma anche le modalità subdole con cui Teheran depriva i Baha’i del loro diritto all’educazione. Nazanin è stata tra gli studenti che erano stati non ammessi all’Università, nell’agosto del 2016. Ufficialmente, si badi bene, la non ammissione viene giusticata con motivazioni di forma e non di religione. Nonostante la decisione presa ad agosto 2016, Nazanin ha insistito, riuscendo a frequentare un semestre di studi presso il Dipartimento di Letteratura e Scienze Umanistiche dell’Università di Shiraz.

Alla fine di dicembre, però, Nazanin si è recata sul sito del suo ateneo, per scoprire che il suo nome era scomparso dalla lista dei partecipanti ai corsi del semestre successivo. Quando la giovane studentessa si è recata presso il Dipartimento per gli Affari Accademici del suo Ateneo, è stata informata che il suo nome era stato rimosso, per via di una lettera inviata dal Direttore del Dipartimento Letteratura e Scienze Umanistiche, tale Mohammad Ali Masnadi Shirazi, in cui veniva ordinato di non permettere a Nazanin di continuare gli studi. Davanti alla richiesta di Nazanin di avere una copia della lettera, i burocrati universitari le hanno risposto di non poter accettare la richiesta, in quanto la lettera conteneva i nomi di cinque altri studenti espulsi (Iran Wire).

Ricordiamo che, nella Repubblica Islamica, ai Baha’i non solo è vietato frequentare le Università pubbliche, ma anche svolgere numerosi mestieri. Il regime proibisce ai Baha’i di chiudere le loro attività durante le festività religiose e, se viene violato il divieto, le forze di sicurezza chiudono totalmente l’attività commerciale. Anche nei lavori concessi ai Baha’i, il regime ordina che il loro salario deve essere più basso rispetto a quello di un “iraniano puro”. Nonostante questo sistema di apartheid e le condanne internazionali, il regime non sembra intenzionato a mutare la sua politica razzista e discriminatoria (No Pasdaran).

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