A New York Rouhani sorride a Renzi, mentre l’Iran arresta l’ennesimo giornalista riformista!

Pubblicato: settembre 22, 2016 in Iran, Iran Diritti Umani, Iran Giornalisti, Iran notizie, Iran Pasdaran, Iran Regime, Iran Rouhani, Iran Società, Italia Iran
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sadramohaghegh

A New York Rouhani sorride a tutti. In un incontro con il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, ha ribadito la promessa all’Italia di divenire il primo partner commerciale di Teheran, ovviamente a patto che Roma conceda agli iraniani le assicurazioni e le coperture bancarie necessarie. Coperture che, neanche a dirlo, quasi nessuno nel mondo intende concedere alla Repubblica Islamica, considerando la corruzione che impervia nel regime iraniano e il riciclaggio del denaro che i Pasdaran attuano per finanziare il terrorismo internazionale.

Purtroppo, mentre Rouhani ottiene da Renzi entusiastiche promesse – che speriamo restino tali… – a Teheran non si ferma l’abuso dei diritti umani. Questa volta, a finire dietro le sbarre è Sadra Mohaghegh, giornalista del quotidiano riformista “Shargh. L’avvocato di Mohaghegh, Mohammad Saleh Nikbakht, ha raccontato che Sadra è stato preso in custodia dalle forze di sicurezza, che gli hanno confiscato il lap top, il passaporto e pretendendo dalla moglie le chiavi d’accesso agli account social del giornalista (Iran Human Rights).

La notizia dell’arresto di Sadra Mohaghegh è stata data dall’agenzia di stampa iraniana Mehr News, affiliata con il Ministero dell’Intelligence. La Mehr ha riportato unicamente le iniziali del giornalista arrestato (S.M.), accusandolo di “lavorare con nemici della rivoluzione”. Poco dopo l’arresto di Sadra, i suoi account Twitter e Facebook sono stati bloccati.

Poco prima dell’arresto di Sadra Mohaghegh, il regime iraniano aveva fermato un altro giornalista Yashar Soltani. Soltani, arrestato il 17 settembre scorso e portato nel carcere di Evin, è un giornalista di Memari News, sito di informazione indipendente, sospeso il 9 settembre scorso. Purtroppo Soltani non ha potuto pagare la cauzione di 2 milioni di Rial (65000 dollari), imposta dalla Corte.

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