Il Ministro Gentiloni critica l’uso della pena di morte in Iran. La stampa di Teheran lo censura!

Pubblicato: settembre 16, 2016 in Iran, Iran Diritti Umani, Iran Italia, Iran Regime
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Il 14 settembre scorso, apriti cielo, un rappresentante del Governo italiano ha finalmente azzardato una critica la regime iraniano. Durante l’incontro tra Paolo Gentiloni e il rappresentante di Teheran Mohammad Javad Larijani, Segretario del Consiglio per i Diritti Umani (sic), il Ministro degli Esteri italiano ha, citiamo testualmente in inglese, “reaffirmed that Italy is against the death penalty and recalled the international campaign which has been going on for years now asking for a moratorium”. Ovvero ha ribadito la contrarietà italiana all’uso della pena di morte e il sostegno alla Moratoria Internazionale contro la pena capitale. Putroppo, neanche a dirlo, la questione della pena di morte non è stata posta come una delle precondizioni nelle nuove relazioni con Teheran, ma va comunque rilevato che meglio poco che nulla (Comunicato dagli Esteri).

Peccato che, le parole del Ministro italiano, sono state completamente cancellate dalla stampa iraniana. Facendo un breve giro sulle pagine in lingua inglese delle agenize di stampa della Repubblica Islamica, si può facilmente vedere come il contenuto dell’incontro Gentiloni – Larijani, sia stato riportato solamente parzialmente o addirittura totalmente dimenticato. Chi ha omesso in maniera radicale di riportare la notizia dell’incontro. sono state agenzie di stampa quali la Fars News, vicina ai Pasdaran, e la Tasnim News, anche questa legata alle Guardie Rivoluzionarie. Tasnim News, però, non scorda di riportare l’incontro tra il Presidente del Senato Grasso e Larijani, ove evidentemente non sono emerse (almeno pubblicamente) critiche al regime .

L’incontro tra Gentiloni e Larijani, al contrario, viene riportato da quattro agenzie d’informazione iraniane, Mehr News, Press TV, Irna e Pars Today. In tutti i casi, vi invitiamo a leggere voi stessi, non viene proferito verbo sulle parole di Gentiloni contro l’uso della pena di morte nella Repubblica Islamica. Ci si limita a riportare quello che fa comodo, dando una immagine dell’Iran come partner (e modello) per l’Italia nella lotta al terrorismo e al narcotraffico (ci sarebbe da ridere…).

D’altronde, come non ricordare che il Larijani che è arrivato a Roma, è lo stesso che poco prima di partire per l’Italia ha affermato che “le Nazioni Unite e l’Occidente dovrebbero ringraziare l’Iran per le condanne a morte che segue” (Freedom Messenger). Non serve aggiungere alcun commento…

 

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