L’esecuzione di Shahram Amiri lo dimostra: non vale la pena investire sull’Iran!

Pubblicato: agosto 8, 2016 in Iran, Iran Diritti Umani, Iran Governo, Iran Khamenei, Iran negoziato nucleare, Iran Nucleare, Iran Occidente, Iran Pasdaran, Iran Regime, Iran Rouhani
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L’esecuzione dello scienziato nucleare Shahram Amiri deve portare l’Occidente – e tutti coloro che credono nel dialogo con il regime teocratico iraniano – a riflettere attentamente. Perchè qui ci sono solo due possibilità e tutte e due dimostrano chiaramente che investire nel regime dei Mullah non vale la candela (BBC).

La prima possibilità, quella sostenuta dalla diplomazia Occidentale e dagli Stati Uniti in particolare, è che l’abuso dei diritti umani in Iran sia il frutto di una lotta tra fazioni. In questo gioco, Rouhani e la sua ala cosiddetta (erroneamente) “moderata”, rappresentano i buoni. Sarebbero loro, infatti, le prime vittime della fazione “cattiva”, ovvero l’ala ultraconservatrice guidata da Ali Khamenei e i Pasdaran. Questi ultimi, abuserebbero senza tregua dei diritti umani al fine di far fallire l’accordo nucleare e rinchiudere definitivamente il regime iraniano al suo interno. Orbene, si tratta di una tesi da prima elementare, ma vogliamo comunque prenderla seriamente in considerazione. Se questa ipotesi fosse vera, non varrebbe la pena di investire nel regime iraniano. Chiunque investe in qualcosa, infatti, lo deve fare perchè vede davanti a se un future si possibilità e ritorno dell’investimento. Nel caso iraniano, però, questa lotta tra fazioni determina una costante instabilità e insicurezza e soprattutto dimostra che le vere chiavi del potere – quelle che possono decidere la vita e la morte di una persona – non stanno sicuramente nelle mani di Hassan Rouhani.

Esiste una seconda possibilità: Khamenei e Rouhani giocano con l’Occidente al famoso gioco del “poliziotto buono e del poliziotto cattivo”. In questo caso, Khamenei e i Pasdaran abuserebbero senza problemi dei diritti umani al fine di minacciare l’Occidente. Il senso della minaccia sarebbe questo: “vi conviene continuare a puntare sul rafforzamento di Rouhani, perchè se torniamo noi saranno tempi cupi per tutti”. E come si continua a puntare su Rouhani nella mentalità di un regime fondamentalista e razzista? Semplice, nel peggior stile mafioso: pagando! Se l’Occidente vuole che Rouhani continui a stare al suo posto e i tempi grigi non si trasformino in tempi cupi, deve continuare a pagare. Cosi facendo, il regime iraniano si assicura la perpetuazione della sua esistenza a spese del suo odiato nemico culturale e politico. Questa seconda lettura, sembra dimostrata da una serie di prove: in primis il passato di Rouhani, un uomo che da negoziatore nucleare ha già ingannato l’Occidente per raggiungere i fini che Teheran si proponeva. Sembra provata anche dalla recente ondata di arresto dei cittadini iraniani con doppia cittadinanza. Una campagna di terrore che ha il puro scopo di avere “carne da macello” buona per ottenere vantaggi materiali. Basta ricordare che proprio in questi giorni, si è scoperto che la stessa Casa Bianca ha pagato 400 milioni di dollari per la liberazione di cinque americani detenuti in Iran (Washington Times). Anche questa seconda lettura, mette chiaramente in evidenza come non valga assolutamente investire nella Repubblica Islamica dell’Iran. Il gioco delle parti, infatti, crea un vero e proprio regno del terrore dove tutti e tutto diventano pracari e ricattabili.

La vicenda dello scienziato nucleare Shahram Amiri, deve aprire gli occhi a chi si sta volontariamente o involontariamente, rendendo complice della sopravvivenza di un regime terrorista. Questi occhi devono essere aperti sia per non divenire “utili idioti” di macellai del potere, sia per difendere se stessi e i proprio interessi. Correre a pietire affari dove si rischia di finire in carcere in ogni momento, non significa aver compiuto un investimento, ma semplicemente aver esposto se stessi e il proprio Paese ad un rischio di ricatto mafioso.

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