La Mogherini avvia un dialogo sui diritti umani con l’Iran che umilia l’Europa e l’ONU

Pubblicato: agosto 5, 2016 in Iran, Iran Diritti Umani, Iran Europa, Iran Islam, Iran Occidente, Iran Regime, Iran Religione, Iran Società, Iran Zarif
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L’Ayatollah Ayatollah Sadeq Amoli-Larijani, Capo della Magistratura iraniana, ha annunciato che il Ministro degli Esteri iraniano Zarif e la Responsabile della Politica Estera dell’UE Federica Mogherini, hanno avviato una “discussione preliminare” sul tema dei diritti umani. Si tratta, lo diciamo chiaramente, dell’ennesimo bluff che la diplomazia Occidentale ci sta proponendo, per giustificare le relazioni commerciali con un regime fondamentalista e repressive.

C’è di peggio. L’Unione Europea, dall’alto della sua storia, dovrebbe presentarsi davanti alla Repubblica Islamica a testa alta, vantando la forza della sua democrazia e la superiorità dei suoi valori rispetto ad un regime che valuta la vita della donna metà di quella dell’uomo. Al contrario, ancora una volta, Bruxelles e la Mogherini sembrano portare avanti un dialogo con Teheran da attori secondari, quasi pietendo di raggiungere un accordo al ribasso con i Mullah.

Ecco allora che, proprio facendosi scudo di questo dialogo sui diritti umani, Amoli Larijani si è permesso non soltanto di attaccare nuovamente l’Occidente, ma la stessa Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948. Quello che rappresenta per l’Occidente uno dei documenti più alti contro l’abuso dei diritti umani, viene definito da Larijani come un pezzo di carta “scritto da secolaristi e liberali”. Nella Repubblica Islamica, si badi bene, essere secolare e liberale è un insulto (ovviamente agli occhi del regime). Per questa ragione, rimarca Larijani, la Dichiarazione Universale deve essere rivista, al fine di inserirvi valori “spirituali e religiosi” (Tehran Times).

Non contento, Larijani si permette anche di dettare tutte le condizioni di questo “preliminare” negoziato tra Iran e UE sui diritti umani. In primis, devono essere esclusi dal negoziato gli Stati Uniti, considerati da Teheran il Grande Satana. Secondariamente, gli europei non possono permettersi di rigettare aspetti della sharia quali il Qysas (ovvero la legge dell'”occhio per occhio e dente per dente”) e la Diyya (la compensazione per un reato). Un rigetto di questi abietti metodi di giustizia clericale, infatti, viene considerato da Larijani come una “offesa ai diritti del popolo iraniano”.

Infine, invece di parlare dei diritti repressi delle donne, grazie all’ennesima auto-umiliazione dell’Europa, Larijani rigetta ogni ipotesi di cambiamento della legge sul velo obbligatorio e di mettere in discussione la legge francese sulla laicità. La stessa Francia, continua senza vergogna Larijani, “dove si finisce in carcere se si nega l’Olocausto”. Ricordiamo che l’Iran è un Paese definibile come “negazionista di Stato”, ovvero in cui il negazionismo e l’antisemitismo sono ufficialmente sostenuti dalle massime cariche del regime (Press TV).

Aggiungiamo che questo dialogo avviato dalla Mogherini, umilia le stesse Nazioni Unite. L’ONU, infatti, ha nominato un bravo rappresentante speciale per i Diritti Umani in Iran, Ahmed Shaheed. Al rappresentante ONU il regime iraniano ha sempre negato l’accesso nella Repubblica Islamica, nonostante le varie richieste. Tra le altre cose, proprio alcuni giorni fa Javad Larijani, fratello dell’Ayatollah Amoli Larihani, ha ribadito che l’Iran non riconosce alcun report pubblicato dall’inviato delle Nazioni Unite, considerato illegittimo (The Iran Project). Scavalcando l’ONU e i vari report pubblicati in questi anni dal suo inviato speciale, la Mogherini ha umiliato le Nazioni Unite, riprovando nuovamente la secondarietà della politica estera europea sia al suo intero, che nell’ottica globale.

Solamente ieri abbiamo appreso che l’Iran ha impiccato nel mese di luglio un povero ragazzo diciannovenne, solamente perchè omosessuale…

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