Siria: L’esercito di Assad e l’aviazione russa bombardano Hezbollah! Un messaggio all’Iran?

Pubblicato: giugno 17, 2016 in Iran, Iran Geopolitica, Iran Hezbollah, Iran in Siria, Iran Isis, Iran notizie, Iran Pasdaran, Iran Regime, Iran Russia, Iran Siria, Proxy Iran, Sciiti Sunniti
Tag:, , , , , , , , , , , , ,

aaaaaaaa

E’ da tempo che scriviamo che l’asse filo-Assad in Siria non e’ affatto un monolite. Abbiamo chiaramente detto che, sebbene legati da numerosi interessi comuni, gli iraniani e i russi non ‘giocano’ proprio la stessa partita. Cosi come a Teheran, pur sapendo bene che l’intervento di Mosca ha salvato il potere di Assad, nessuno e’ rimasto veramente contento dell’ingresso ufficiale dei militari russi nel conflitto.

Cosa e’ accaduto ad Aleppo?

Una controprova di quanto da tempo affermiamo, arriva direttamente dalla Siria: secondo quanto riportato da siti vicini all’opposizione e da giornalisti vicini al regime (post di Kinana Allouche), il 16 giugno scorso, l’esercito siriano ha bombardato delle postazioni di Hezbollah presso Tel Al-Maysat e Al-Bureij, nell’area vicino ad Aleppo. Poco dopo, quindi, lo scontro si e’ spostato nei villaggi sciiti di Nubl e Al-Zaharaa. I bombardamenti avrebbero causato decine di morti sia tra le file di Hezbollah, che tra quelle dell’esercito lealista. Secondo quanto riporta il sito “Shaam”, quindi, la stessa aviazione russa avrebbe partecipato al conflitto interno, bombardando le postazioni di Hezbollah nelle aree intorno ad Aleppo. Aspetto interessante: al fianco di Hezbollah avrebbe combattuto anche la milizia sciita irachena,  Al-Nujaba (Memri).

Le ragioni di questo scontro, sarebbero almeno due:

  1. le forze di Hezbollah insistono nell’accettare di ricevere ordini solo da Teheran e di non considerarsi subordinati agli ufficiali dell’esercito di Assad;
  2. Hezbollah, seguendo chiaramente una direttiva iraniana, ha espresso la sua contrarietà all’idea di un cessate il fuoco ad Aleppo (cessate il fuoco annunciato dalla Russia a sorpresa).

Dietro lo scontro, le divisioni tra Mosca e Teheran

Quanto accaduto il 16 giugno ad Aleppo, ha una sola grande motivazione: la geopolitica di Mosca e quella di Teheran non coincide. Certo, a Putin interessa un rapporto privilegiato con gli iraniani, soprattutto nell’ottica del commercio di armi, ma il Presidente russo vede anche la Repubblica Islamica come un competitor pericoloso nel settore dell’Oil & Gas. Un concorrente che, ovviamente, l’Occidente ha rimesso in gioco proprio per isolare la Russia (No Pasdaran).

Ancora: anche in Medioriente e nella stessa Siria, le posizioni di Teheran e Mosca non sono identiche. L’Iran e’ intervenuto in Siria non tanto per salvare Assad, ma per rendere la Siria alawita uno “stato-puppet”, utile per espandere l’imperialismo khomeinista e per riuscire a controllare e rifornire di armi e soldi Hezbollah in Libano. Per questo, il debole Bashar al Assad ha sempre rappresentanto una linea rossa per Teheran: un leader ormai privo di potere, da maneggiare a piacere dei Pasdaran.

Per Putin la storia e’ differente: la Russia – da trent’anni in Siria – ha bisogno di mantenere in vita la Siria alawita non tanto per farne una provincia russa, ma per garantire alla Marina basi militari come quella di Tartus, vitali per permettere a Mosca di accedere ai “mari caldi”. Per questo, per il Presidente russo, Assad non e’ una linea rossa, cosi come non lo e’ la firma di accordi con l’opposizione se convenienti all’interesse principale.

Infine, per l’Iran la Siria deve rappresentare una grande “base militare” da cui poter attaccare Israele (via Hezbollah) quando e se necessario. Israele, per la Repubblica Islamica, rappresenta infatti quel “nemico esterno necessario”, funzionale al potere interno dei Mullah, basato sull’idea che il mondo esterno sia fatto di complotti anti-islamici e anti-Teheran. Per Mosca, al contrario, Israele e’ divenuto un interlocutore di primo piano, con cui si possono stringere accordi politici, militari e soprattutto commerciali. Senza contare che, al contrario degli iraniani, gli israeliani non sembrano intenzionati a mettere in atto una politica energetica provocatoria nei confronti dei russi.

Tutto questo senza dimenticare l’Arabia Saudita, per l’Iran un vero nemico, ma considerata dalla Russia un partner importante nel Golfo e soprattutto nel mondo sunnita. Non va dimenticato, infatti, che la Russia ha un rilevante problema di radicalismo islamico al suo interno, ideologicamente legato al salafismo wahhabita. Per Putin quindi, oltre alle armi, il dialogo con gli al-Saud rimane una priorità.

Il Meeting Tripartito di Teheran…un fallimento?

La scorsa settimana l’Iran ha dato grande risalto ad un incontro – avvenuto a Teheran – tra i Ministri della Difesa dell’Iran, della Russia e della Siria. Nonostante i sorrisi e messaggi pubblici, l’incontro “tripartito” sembra essere stato un fallimento. Gli iraniani hanno fatto sapere ai russi di non essere felici della loro disponibilità a stringere patti con l’opposizione siriana, mentre da Mosca e’ stato messo in chiaro che Putin non ha alcuna volta di approfondire la campagna militare ad Aleppo o di iniziarne una più importante direttamente nella tana dell’Isis, a Raqqa (Asia Times).

Considerando che tutte le notizie che arrivano sugli scontri – militari e politici – del fronte pro Assad sono frammentati, e’ impossibile fare una disamina definitiva. Nonostate tutto, sembra chiaro che non si tratta di un “blocco unico” e che questo “Triple-Entente”, potrebbe anche implodere dal suo stesso interno…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...