Iraq, Fallujah: le milizie sciite filo-Iran distruggono la Grande Moschea di Gama

Pubblicato: giugno 1, 2016 in Iran, Iran Arabi, Iran Diritti Umani, Iran Geopolitica, Iran Iraq, Iran Isis, Iran Islam, Iran Khamenei, Iran Pasdaran, Iran Regime, Iran sunniti, Proxy Iran, Sciiti Sunniti
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Il 23 Maggio scorso il Governo di al-Abadi a Baghdad, ha dato il via all’operazione militare per la riconquista di Fallujah dalle mani del Califfato. Una operazione che, se per un verso ha visto coinvolto anche qualche leader tribale sunnita, per la maggior parte viene portata avanti dall’esercito iracheno – ormai quasi totalmente sciita – dalle forze di Mobilitazione Popolare (anche queste quasi interamente sciite) e dalle milizie sciite agli ordini diretti di Teheran, come Kata’ib Hezbollah, l’Organizzazione Badr e Harakat al-Nujaba (IWS).

Il drammatico coinvolgimento del regime iraniano all’interno dell’operazione per la riconquista della città irachena sunnita, e’ stato testimoniato anche dalla visita fatta da Qassem Soleimani – comandante della Forza Qods – al comando per le operazioni creato a Fallujah. Qui Soleimani ha incontrato il Comandante dell’Organizzazione Badr Hadi al-Amir, Akram al-Kaabi – comandante della milizia sciita Movimento Nujaba – e Abu Mahdi al-Muhandis, altro vice comandante di un’altra milizia sciita. Sia Akram al-Kaabi che Abu Mahdi al-Muhandis sono inseriti nella lista dei terroristi dagli Stati Uniti.

Le milizie sciite come Attila: distrutta la Grande Moschea di Gama e ammazzati 17 civili

Nonostante il comando affidato al Generale Abdul-Wahab al-Saadi – su cui torneremo tra poco – e la presenza del parziale sostegno di alcune tribù sunnite, i successi dell’operazione Fallujah sono per ora parziali. Un mezzo fallimento, determinato direttamente dal carattere settario di tutta l’azione militare. Le forze irachene hanno avuto vita facile nel riconquistare alcune aree a nord di Fallujah, in primis la zona di Gama. Qui, neanche a dirlo, alla prima occasione le milizie sciite hanno iniziato a commettere crimini di ogni genere contro la popolazione e i simboli sunniti.

Secondo quanto riportato da fonti locali, le milizie sciite avrebbero distrutto la Grande Moschea di Gama, cantando slogan anti-sunniti (BasNews). Non solo: ai leader religiosi sunniti sarebbe stato impedito di entrare a Gama per organizzare la preghiera del Venerdì e  sarebbero stati arrestati numerosi civili. Peggio: uno sceicco sunnita locale, ha accusato le Forze di Mobilitazione Popolare, di aver rapito 73 uomini del distretto di Gama e di averne condannato già’ a morte 17 (Al Jazeera).

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La guerra intestina a Baghdad

Come ormai noto, all’interno della capitale irachena Baghdad e’ in corso una vera e propria guerra intestina tra le forze sciite. I Sadristi, dopo aver occupato il Parlamento e la Zona Verde, hanno terminato le proteste ma restano sul piede di guerra. Il Premier al-Abadi non riesce a creare un Governo che possa essere autonomo – da Teheran soprattutto – e non corrotto. Con i curdi, quindi, il dialogo e’ praticamente ad un punto morto.

In questo contesto e’ stata sviluppata l’operazione Fallujah. Molti spingevano affinché fosse prima riconquistata Ramadi, caduta nelle mani di Isis il 18 Maggio 2015. L’hanno avuta vinta le milizie sciite, imponendo prima la ripresa di Fallujah considerata un simbolo della resistenza sunnita. Una riconquista che, se per un verso ha come scopo quello di proteggere la sicurezza di Baghdad, per un altro, sembra l’ennesima azione settaria, volta ad allontanare la popolazione sunnita da alcune aree troppo in prossimità dell’area di interesse sciita. 

Non e’ un caso che, prima del lancio dell’Operazione Fallujah, il comandante dell’Organizzazione Badr – proxy di Teheran al 100% – abbia invitato i civili di (sunniti) di Fallujah ad abbandonare la città (Good Morning Iran). Per queste ragioni, nonostante i crimini del Califfato, sembra difficile che nel breve termine Baghdad riesca ad avere il controllo del centro di Fallujah: difficilmente, infatti, la popolazione sunnita abbandonerà la follia di al-Baghdadi per sposare quella dei Mullah iraniani (IWS).

Sul Generale Abdul-Wahab al-Saadi

Una delle ragioni di scontro tra le forze irachene attive nell’Operazione Fallujah, e’ stata la decisione di al-Abadi di affidare il comando al Generale Abdul-Wahab al-Saadi. Al-Saadi, infatti, non e’ amato a Teheran, per la sua insistenza sulla necessita’ di ricevere supporto aereo dalla Coalizione internazionale anti-Isis (ergo dagli Usa).

Questa richiesta ha fatto infuriare la Repubblica Islamica che, nel 2015, e’ riuscita ad ottenere la rimozione di al-Saadi dal comando delle operazioni per la presa di Salah al-Din (ancora oggi sotto attacchi Isis). La decisione di al-Abadi di riportare al comando il Generale al-Saadi, rivela il tentativo del Premier iracheno di trovare una sua autonomia rispetto alle forze settarie al servizio del Pasdaran iraniani.

Conclusioni: la crisi politica a Baghdad e la furia dei Pasdaran ogni volta che interviene la Coalizione Internazionale anti-Isis, fanno ben capire che il vero obiettivo delle forze sciite non e’ quello di eliminare il Califfato, ma unicamente quello di proteggere le aree sciite e portare avanti una pulizia etnica dei sunniti, nelle aree sotto interesse strategico di Teheran 

Fallujah Map 26 MAY 2016 Phase 2 PNG

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