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Ancora apartheid, ancora razzismo, ancora esclusione. Mentre la Comunità Internazionale celebrava la Festa dei Lavoratori il Primo Maggio scorso, nella Repubblica Islamica le forze di sicurezza hanno fatto strage di attività commerciali dei Baha’i (Fonte: Hrana).

Per la precisione, secondo le denunce degli attivisti (comprovate da fotografie), cinque attività commerciali Baha’i sono state chiuse presso Babolsar, davanti alle coste del Caspio, nella Provincia di Mazandaran. Tra le attività chiuse un negozio di ottica, gestito da Farshid Hekmat Sho’ar, un negozio di computer, gestito da Karen Momtazeyan, due sartorie , una gestita da Erfan Ma’sumeyan e l’altra da Afshin Azadi e uno studio di fotografia, gestito da Shahin Sana’i.

Nel distretto di Bahnamir, nella periferia di Babolsar, i Pasdaran hanno chiuso due attività: un centro di riparazione per biciclette gestito da Faizullah Nikunejad e un negozio di elettrodomestici gestito da Ahmad Nikunejad. Presso Fereydunkenar, vicino a Babolsar, e’ stato chiuso un altro negozio di ottica, appartenente a Babak Wada’i.

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Presso Tonekabon, altra città distante tre ore circa da Babolsar, le autorità iraniane hanno chiuso cinque business Baha’i: un negozio di allarmi di sicurezza gestito da Omid Qaderi, un negozio di elettrodomestici gestito da Armin Esma’ilpour, un centro per gli impianti di aria condizionata gestito da Ruhollah Eqani e un negozio di frigoriferi gestito da Michelle Esma’ilpour. Nei giorni precedente, quindi, due altre attività Baha’i erano state chiuse a Tonekabon: due negozi di elettrodomestici, uno gestito da Mehryan Lofti e l’altro da Soroush Garshasbi,

Infine, presso Babol, ad un’ora e mezza da Babolsar, le autorità iraniane hanno chiuso altre due attività Baha’i: una cartoleria gestita da Baha’addin Samimi e un negozio di allarmi gestito da Arash Keyan.

Come sempre, vogliamo ricordare che in Iran esiste un vero e proprio sistema di apartheid verso i Baha’i. Considerati una “setta” da eliminare, ai Baha’i sono negati numerosi diritti, tra cui quello di frequentare la pubblica istruzione. Non solo: le forze di sicurezza hanno emesso un vero e proprio “documento dell’apartheid” (No Pasdaran)in cui nero su bianco vengono elencate le attività a cui i membri della Comunità Baha’i non possono accendere. Infine, la parte peggiore, lo stesso Ali Khamenei ha pubblicato una fatwa – un editto islamico – che vieta agli “iraniani puri” di avere qualsivoglia contatto con i Baha’i (No Pasdaran).

Il tutto, nel pieno (o quasi) silenzio della Comunità Internazionale

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