Screen_Shot_2016-04-06_at_18.58.08.png.815x390_q85_crop_upscale

La storia che vi raccontiamo, forzando un pochino la mano, potrebbe ricordare quella del piccolo Edgardo Mortara, il bambino ebreo rapito nel 1858 dalla sua badante cattolica e battezzato all’insaputa dei genitori. Il caso Mortara, grazie alle proteste internazionali e all’impegno dello stesso Cavour, divenne un caso internazionale, anche se questo non basto’ a restituirlo alle braccia dei suoi genitori.

Nonostante le ovvie differenze, la storia di Golroo Rahemipour, ha alcuni tratti comuni con il caso Mortara. La piccola Golroo nacque nel carcere di Evin nel 1984, pochi mesi dopo che i suoi genitori furono arrestati dal regime iraniano per l’appartenenza al Partito Marxista dei Lavoratori. Il loro arresto era parte della repressione messa in atto da Khomeini contro tutti coloro che non condividevano la sua visione del potere, ovvero la Velayat-e Faqih. Durante le repressioni degli anni ’80, con apice nel 1988, oltre 30000 oppositori dei Mullah vennero trucidati. 

Poco dopo aver dato alla luce Golroo, i responsabili del carcere di Evin obbligarono la madre a cedere loro la bimba, motivando la decisione con ragioni mediche (anche se la neonata non presentava nessun problema di salute). Da quel momento, la madre non ha più avuto alcuna notizia di sua figlia. Al contrario, tutte le volte che provava a chiedere informazioni, le veniva data sempre la solita terribile risposta: “e’ morta, dimenticala”. Tutti i tentativi della famiglia di capire se la notizia fosse vera, fallirono (Iran Wire).

Qualche tempo dopo l’arresto dei coniugi Rahemipour, la famiglia venne invitata a ritirare tutti gli averi di Hossein (questo il nome del padre di Golroo). Hossein era stato impiccato e, come per la piccola Golroo, anche sul suo destino la famiglia non ha mai avuto alcuna certezza. Il corpo non e’ mai stato restituito ai suoi cari e nessun funerale e’ stato organizzato in seguito all’esecuzione. Sua moglie, al contrario, fu rilasciata dal carcere, ormai sofferente di problemi fisici e mentali.

Da anni ormai la sorella di Hossein Rahemipour, Raheleh, si batte per sapere la verità. Per conoscere dove si trova il corpo del fratello e soprattutto per sapere a chi e’ stata affidata sua nipote. Tutto inutile.

Perché, come e’ chiaro, le alternative sul destino di Golroo sono solamente due e sono entrambe terribili: o la bimba e’ stata uccisa dagli sgherri di Khomeini, oppure e’ stata rubata alla madre, affidata ad un membro della gerarchia del regime e cresciuta nella fedelta’ ad una ideologia che le ha strappato i suoi stessi genitori. 

Perché questo e’ l’Iran khomeinista, perché questo e’ il Male Assoluto…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...