Archivio per gennaio, 2016

banner

Il 27 gennaio scorso – proprio mentre Rouhani teneva la sua conferenza stampa in Italial’agenzia per i diritti umani in Iran HRANA, rilasciava in esclusiva una lista di 100 detenuti iraniani che, nel carcere di Sanandaj, attendono di essere mandati al patibolo (Hrana).

Una lista lunghissima che, tra le altre cose, comprende cinque prigionieri condannati a morte pur avendo commesso il reato in eta’ minorenne, in piena violazione della Convenzione Internazionale per i Diritti Civili e Politici (ICCPR) e della Convenzione ONU sui diritti dei Bambini. Due Trattati entrambi volontariamente sottoscritti e ratificati dal regime iraniano. I nomi dei cinque detenuti condannati a morte quando ancora minorenni sono: Amaj Hosseini, Arsalan Moradi, Himan Oramnejad, Kiomars Nasiri e Ayoob Ahmadi.

Non solo: nella stessa “lista del Terrore”, ci sono tre detenuti condannati al patibolo per “Moharebeh, ovvero per “aver dichiarato guerra contro Dio”. Si tratta di una accusa primitiva, usata dal regime iraniano anche per impiccare tutti coloro che si ribellano al potere centrale di Teheran o che non si riconoscono nei dettami del Khomeinismo. I tre detenuti condannati a morte per Moharebeh sono: Heyman Mostafaie, Seyed Bakhtiar Memari e Habiballah Lotfi.

Il restante dei detenuti, sono stati condannati all’esecuzione capitale per altri reati, tra cui anche lo spaccio di quantitativi minimi di droga o il semplice trasporto di sostanze stupefacenti. Purtroppo in Iran spesso il narcotraffico e’ praticato spesso da chi non ha alternative economiche e professionali, relegato ai margini sociali proprio dalla Repubblica Islamica. Questo dramma e’ stato descritto meravigliosamente dal regista iraniano Keyvan Karimi nel film documentario “Broken Border” (video sotto). Karimi e’ stato recentemente condannato a 6 anni di carcere e 223 frustate per motivi politici (No Pasdaran). 

A poche ore dalla fine della sontuosa, quanto ridicola, visita di Rouhani in Italia (e Francia), ci chiediamo cosa pensa il Governo italiano – autoproclamatosi leader internazionale nella promozione della Moratoria Internazionale contro la Pena di Morte – in merito a “Lista del Terrore”.

Considerando i colpevoli silenzi durante gli incontri con il Presidente iraniano, torna in mente quella bella canzone di Mina e Alberto Lupo: Parole, Parole, Parole…Soltanto Parole… 

khamenei video

In occasione della Giornata della Memoria e quando ancora il Presidente iraniano Rouhani si trovava in Italia, la Guida Suprema Ali Khamenei ha rilasciato un nuovo video in cui – ancora una volta – mette in dubbio la veridicità dell’Olocausto. Peggio, guardando i personaggi che scorrono durante il filmato, si può apertamente dire che Khamenei promuove tutta la peggiore letteratura negazionista prodotta in Occidente dopo la Seconda Guerra Mondiale. Di seguito un piccolo estratto del video (video completo sul sito del MEMRI):

Non solo: il video sostiene apertamente anche la versione più radicale dell’Islam, che tra le altre cose si ricollega anche alla Fratellanza Mussulmana (nonostante le divisioni tra Sciiti e Sunniti). Khamenei, va ricordato, e’ il traduttore in Farsi dei testi di Sayyid Qutb, l’ideologo più radicale della “Jamaʿat al-Iḫwān al-muslimīn” (Foreign Affairs). Nel video, infatti, Khamenei rispolvera il concetto Qutbiano di “Jahiliyya” – ovvero di ignoranza – che Qutb applicava in primis a quei Paesi mussulmani che non seguivano i dettami del Corano. Proprio in nome di questo concetto, quindi, Qutb non solo giustificava la guerra contro il Dar al-Harb – la Casa della Guerra, in altre parole l’Occidente – ma anche la jihad contro i monarchi arabi considerati “infedeli”.

Questo nuovo video di Khamenei deve preoccupare quindi non solo per l’anima negazionista e la richiesta di una jihad contro Israele. Deve preoccupare anche perché, indirettamente, il video invita ad una jihad contro tutti coloro che – agli occhi del regime iraniano – sono colpevoli di essere “alleati del Grande e Piccolo Satana” (Stati Uniti e Israele). In altre parole, un invito al mondo islamico a colpire direttamente Paesi come l’Arabia Saudita, oggi probabilmente considerato da Teheran il primo nemico.

Vogliamo ricordare che, anche nel 2016, il regime iraniano organizzerà la mostra di vignette contro l’Olocausto. Un evento che l’Unesco ha apertamente condannato sul qualche, anche in questo caso, sarebbe interessante sapere la posizione del Governo Italiano…

STRANI AFFARI ESTERI