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Invochiamo aiuto per i Baha’i iraniani, preda ancora una volta della bieca repressione del regime dei Mullah. Domenica 15 Novembre, infatti, i Pasdaran hanno agito senza alcuna pieta’ e hanno arrestato 20 Baha’i a Teheran, Isfahan e Mashhad. Non contenti, si sono anche recati presso Mazandaran, dove hanno chiuso tutte le attivita’ commerciali di proprieta’ Baha’i (Iran Wire).

La nuova repressione del regime clericale, arriva poco dopo una festività religiosa Baha’i e la decisione, coraggiosa, dei fedeli Baha’i di chiudere le loro attività commerciali nonostante il divieto delle autorità. Nella Repubblica Islamica, infatti, i Baha’i sono considerati degli infedeli e la loro fede una apostasia. Per questa ragione, contro la Comunita’ Baha’i iraniana esiste una vera e propria apartheid, nella piena indifferenza internazionale (GaiaItalia.com). Il regime iraniano, lo stesso con il quale l’Occidente intende ristabilire relazioni preferenziali, impedisce ai Baha’i di accedere alle università pubbliche e di svolgere numerose attività professionali. Non solo: lo stesso Ali Khamenei, ha emesso una fatwa contro i Baha’i vietando qualsiasi relazione sociale tra un “mussulmano puro” e gli “infedeli” (No Pasdaran).

Tra i Baha’i arrestati, secondo quanto si puo’ apprendere, c’e’ Nakisa Hajipour, fermata dall’intelligence alla stazione di Mashhad, dove stava per salire su un treno. Sempre a Mashhad, tra gli arrestati ci cono anche Nika Pakzadan, Faraneh Daneshgari, Sanaz Eshaghi e Naghmeh Zabihian, tutti fermati con un raid nelle loro case. Ad Isfahan, invece, i Pasdaran hanno arrestato Yeganeh Agahi, Adib Janamian, Keyvan Nikaeen, Parvin Nikaeen, Vahid Karami, Arshia Rouhani e Zarin Agha-Babaee. Nella capitale Teheran, invece, gli arrestati sono Helia Moshtagh, Negar Bagheri-Tari, Sahba Farnoush, Nava Monjazeb, Yavar Haghighat e Navid Aghdasi. Navid e’ la cugina di Attaollah Rezvani, ucciso due anni fa nel porto di Bandar Abbas e per la cui morte nessuno ha mai pagato un prezzo.

Per il momento, non abbiamo notizie in merito alla situazione degli arrestati e alle accuse formali nei loro confronti. Si ritiene che siano detenuti in centri sotto il diretto controllo del MOIS, il Ministero dell’Intelligence. Chiediamo ai lettori di condividere questo articolo e denunciare l’apartheid e la persecuzione della Comunita’ Baha’i iraniana. Una repressione che non ha, purtroppo, nulla da invidiare alle barbarie imposte da Daesh contro le minoranze presenti all’interno dell’area controllata dal Califfato.

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