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Lo abbiamo scritto prima del 14 luglio e lo abbiamo ripetuto dopo l’accordo firmato tra l’Iran e il P5+1: l’accordo nucleare tra Teheran e l’Occidente sarebbe diventato presto una “tana liberi tutti”, ovvero l’inizio della fine di quei deboli lacci che – con mille difficoltà – hanno tenuto a freno alcuni naturali ‘fornitori’ della Repubblica Islamica, dall’eccedere nelle loro azioni. Quanto affermato prima del JPCOA, purtroppo, si e’ rivelato drammaticamente vero: la Siria e’ stata ormai definitivamente spartita per aree di interessi e demarcazioni etniche-religiose (No Pasdaran), una divisione diventata ancora più netta con l’ufficializzazione dell’intervento militare russo-iraniano e con la formazione di quella che sembra essere una vera e propria alleanza tra Russia-Iran-Iraq-Hezbollah-Assad e Cina (ISW). La parte più drammatica di questa storia, e’ che questa nuova alleanza viene a crearsi quando ormai il regime di Assad stava collassando ed Hezbollah aveva annunciato l’inizio del ritiro dal territorio siriano.

In questi giorni, un nuovo tassello si aggiunge a questa – ormai incontrollata – storia: la Cina ha deciso di vendere nuovi missili all’Iran. Per la precisione, Pechino ha venduto a Teheran i missili balistici HQ-7 e Crotale (Want China Times). In entrambi i casi si tratta di missili terra-aria a corta gittata, ma facilmente (ri)adattabili per essere impiegati dai Pasdaran in Siria e per essere forniti ad Hezbollah e gli Houthi in Libano e Yemen. Insomma, esattamente quel tipo di missili che favoriscono le guerre settarie ed inter-etniche, caratteristiche dell’attuale contingenza geopolitica (soprattutto Mediorientale). Senza contare che, tra le altre cose, questi missili potranno essere messi a difesa degli impianti nucleari iraniani, riducendo ancora di più quel minimo di “pressione militare” che l’Occidente ancora mantiene sull’Iran.

A proposito di Siria, riportiamo l’arrivo di centinaia di Pasdaran iraniani e miliziani sciiti iracheni (gruppo Katai’b al-Imam Ali), nell’area intorno ad Homs e Hama (ISW). Per la precisione, il gruppo iracheno Katai’b al-Imam Ali, e’ legato ad un personaggio di nome Abu Mahdi al-Muhandis, consigliere del Generale Qassem Soleimani, capo della Forza Quds. Lo stesso Soleimani che, secondo l’accordo firmato a Vienna, godra’ della sospensione delle sanzioni internazionali contro la sua persona. Su Facebook, e’ stato anche postato un video che ritrae i jihadisti sciiti iracheni all’interno del territorio siriano (Video).

[youtube:https://youtu.be/dr88HqoSdIw%5D

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