Shahrokh-Zamani

Shahrokh Zamani

Alla Sig.ra Susanna Camusso, Segretario Generale CGIL

Egregia Segretario Generale Camusso,

Le scriviamo questa lettera per raccontarLe il dramma di Shahrokh Zamani, morto nel carcere di Rajaee Shahr presso Karaj, 13 settembre scorso. Shahrokh Zamani era un sindacalista come Lei, arrestato dal regime iraniano per la sua attività di sindacalista, considerata dalla Corte Rivoluzionaria di Tabri una “azione contro la sicurezza nazionale”. Condannato ad 11 anni di detenzione nel 2011, Zamani e’ deceduto in cella per un attacco di cuore, dopo che i responsabili del carcere gli anno negato il diritto alle cure mediche.

Secondo quanto dichiarato dalla Iran Human Rights, nei giorni precedenti il decesso, Shahrokh Zamani aveva accusato numerosi dolori al petto, chiedendo ripetutamente di essere visitato da un medico specialista. Un diritto negatogli per giorni, in considerazione dell’attività sindacale del detenuto (Iran Human Rights). Quando il compagno ha denunciato il decesso, Zamani aveva ormai il visto completamente blu, il sangue che usciva dal naso e una mano chiusa a pugno, segno chiaro del dolore provato prima della morte.

Shahrokh Zamani, un sindacalista in un Paese che nega il diritto alla creazione di sindacati liberi, e’ solo l’ultimo prigioniero politico a morire per incuria del regime. Prima di lui, Hamid Ghasemi, Hoda Saber, Mohsen Dogmechi, Alireza Karami Kheyrabadi, Afshin Osanloo e Mansour Radpour sono tutti deceduti per la negazione delle cure mediche di cui necessitavano. Tra le altre cose, per la cronaca, nel 2014 Shahrokh Zamani aveva scritto una lettera all’inviato ONU per i diritti umani in Iran, Ahmad Shaheed, lamentando le condizioni pessime della sua detenzione (Kaleme).

Le chiediamo, Egregia Segretaria Generale Camusso, di pretendere dal regime iraniano un chiarimento in merito alla morte del Sindacalista Shahrokh Zamani e di protestare contro un regime che nega ai suoi cittadini il libero diritto di rappresentazione sindacale. Le facciamo presente che, solamente tra il Marzo 2014 e il Marzo 2015, almeno 230 persone sono state arrestate durante proteste di piazza per ragioni lavorative. Le chiediamo quindi di pretendere dal Governo iraniano la fine immediata di questi abusi. Se questo non avvenisse, Le chiediamo quindi di promuovere la sospensione del regime iraniano dall’International Labor Organization (ILO), di cui la CGIL e’ membro del Consiglio amministrativo per mezzo della Sig.ra Silvana Cappuccio (ILO). La rimandiamo a questa petizione per la sospensione dell’Iran dall’ILO, aperta nell’Agosto 2014 (GoPetition).

Sperando in un Suo diretto intervento, Le porgiamo Cordiali Saluti.

Collettivo No Pasdaran

Immagini del funerale del Sindacalista Shahrokh Zamani

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=r2RTM06UY08%5D

 

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