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L’ultima notizia in ordine di tempo e’ l’arresto in Egitto di quattro esponenti di Hamas, comandanti dell’ala navale del gruppo terrorista, mentre tentavano di raggiungere Teheran con un volo dal Cairo. Ovviamente, il viaggio nella Repubblica Islamica non era finalizzato ad una “vacanza di piacere”, ma a scopi militari. I quattro, infatti, avrebbero dovuto ricevere un addestramento militare da parte dei Pasdaran, per poter compiere attentati in Israele (Arutz Sheva). L’arresto dei quattro esponenti di Hamas, pero’, e’ solo l’ultima di una serie di notizie a raffica che coinvolge il rapporto tra la galassia palestinese e l’Iran. Sempre per quanto concerne Hamas, infatti, solamente la scorsa settimana il servizio segreto interno di Gerusalemme – lo Shin Beth – aveva rivelato i dettagli dell’arresto di Ibrahim Adel Shehadeh Shaer, responsabile della costruzione di alcuni tunnel tra Gaza e il confine con Israele. Durante l’interrogatorio, Ibrahim Shaer aveva ammesso che l’Iran (nonostante la questione siriana) ha inviato nella Striscia di Gaza soldi, armi ed equipaggiamento elettronico, per organizzare attentati. Non solo: Teheran ha anche addestrato diversi terroristi di Hamas per azioni di infiltrazione all’interno di Israele (Ynet). Tutto questo, nello stesso momento in cui – sui media – viene riportata la crisi dei rapporti politici tra Hamas e l’Iran, derivata dal riavvicinamento tra il movimento terrorista palestinese e l’Arabia Saudita (Huffington Post Arabi).

La vera novità pero’ e’ il corteggiamento che Fatah – il partito di Abu Mazen – sta facendo in queste settimane all’Iran. Dopo la firma dell’Iran Deal, infatti, Abu Mazen ha sguinzagliato i suoi fedelissimi, per riuscire a raccogliere qualche spicciolo dal regime iraniano. Ecco allora che e’ sceso in campo un tale Ahmed Majdalani, membro dell’esecutivo dell’OLP, che ha immediatamente consegnato una lettera di congratulazioni a Rouhani, firmata dal Presidente dell’ANP (Before it’s News). Non solo: poco dopo la consegna della lettera, si e’ iniziato a parlare di un viaggio di Abu Mazen nella Repubblica Islamica e della nomina di un ambasciatore iraniano nei Territori Palestinesi (Fars News). Non e’ dato sapere, ad oggi, se il viaggio di Abu Mazen in Iran avverrà veramente. Per un verso, infatti, i palestinesi hanno già inviato a Teheran Abbas Zaki proprio per organizzare la visita (PMW); per un altro verso, pero’, dall’Iran arrivano reazioni negative all’arrivo del Presidente dell’ANP. Hussein SheikhoIeslam, consigliere dello speaker del Parlamento Larijani, ha dichiarato Abbas “persona non grata in Iran”, rimarcando la volontà della Repubblica Islamica di voler ristabilire le relazioni con Hamas, a dispetto delle differenze sulla Siria (Times of Israel).

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A dispetto della trombata ricevuta, Abu Mazen e il suo movimento, continuano ad avvicinarsi al cosiddetto “asse della resistenza”: a riprova di quanto affermato, va riportata la notizia della riapertura dell’ufficio di Fatah a Damasco, dopo ben 33 anni di assenza. La riapertura, decisa proprio nel periodo in cui la Siria e’ occupata dal regime iraniano, e’ un dettaglio di assoluta importanza (Middle East Monitor). Infine, sempre per quanto riguarda il partito di Abbas, riportiamo un video trasmesso da Al Alam, canale in arabo del regime iraniano. Nel video, girato a Gaza, un comandante dell’ala militare di Fatah – le Brigate dei Martiri di al Aqsa – prega il regime iraniano di dar loro soldi per costruire altri tunnel per compiere attentanti contro Israele (PMW).

Comunque vada a finire la strategia di Abu Mazen e comunque la si pensi sul conflitto, la deriva filo-Teheran della galassia palestinese, dovrebbe preoccupare tutta la diplomazia internazionale. In un Medioriente ormai privo di una guida forte e sempre più in balia delle alleanze di convenienza (spesso economiche), un nuovo prepotente ingresso del regime iraniano nel conflitto israelo – palestinese, avrà come solamente una drammatica conseguenza: aumento della violenza e delle sofferenze. 

[youtube:https://youtu.be/1RJleSVTKHU%5D

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