ShowImage

Mentre il mondo si prepara al possibile – e probabile – accordo nucleare tra il P5+1 e l’Iran, all’interno della Repubblica Islamica l’odio verso l’Occidente del regime si amplifica sempre di più. Un odio che, in questi ultimi giorni, si e’ manifestato esplicitamente durante la “Giornata di Gerusalemme”, un appuntamento annuale in cui nelle strade iraniane vengono bruciati i simboli Occidentali, prime fra tutte le bandiere di Stati Uniti, Gran Bretagna e Israele. Purtroppo, come abbiamo rilevato diverse volte, i media internazionali sono prevalentemente protesi all’appeasement verso Teheran e quindi poco attenti ai messaggi che arrivano da diversi importanti rappresentanti iraniani. Quasi nessuno, quindi, ha riportato le dichiarazioni fatte Mohsen Rezaei, Segretario del Consiglio per il Discernimento e da poco ritornato nei ranghi dei Pasdaran, dopo una intensa carriera politica. Parlando ad un programma televisivo, Rezaei ha minacciato gli Stati Uniti, affermando che “se gli americani agiscono con cattive intenzioni verso l’Iran…possono essere certi che…noi prenderemo almeno 1000 ostaggi americani e forzeremo gli Stati Uniti a pagare miliardi di dollari per ognuno di loro…sicuramente questo risolverà molti nostri problemi economici“. Cosi, mentre il mondo Occidentale (Casa Bianca in testa) apre alla Repubblica Islamica, a Teheran il regime persevera nel reiterare un approccio mafioso ai rapporti con con il mondo esterno.

 [youtube:https://www.youtube.com/watch?v=JSj190Q1PME%5D

Non solo: mentre il mondo cerca di trovare una soluzione per la crisi siriana, una soluzione che deve assolutamente prevedere l’uscita di scena di Bashar al Assad, Teheran ha deciso di approvare una nuova linea di credito per Damasco. Secondo quanto riportato dalle agenzie siriane e iraniane (Fonte: Kayhan), la nuova linea di credito ha un valore di 1 miliardo di dollari, a cui vanno aggiunti i 3,6 miliardi di dollari già versati dalla Repubblica Islamica alla Siria dal maggio 2013 (secondo molti analisti, pero’, la cifra e’ molto più alta). Tra i progetti, quindi, anche quello di creare una esportare l’energia elettrica della rete nazionale iraniana in Siria, attraverso una connessione capace di unire anche l’Iraq e il Libano. Un vero e proprio piano imperialista del regime iraniano. Un progetto imperialista che, ovviamente, prevede un forte riarmo da parte del regime iraniano, proprio al fine di continuare a mantenere in vita le numerose fazioni jihadiste sciite, create con la scusa della guerra ad Isis. A tal fine, quindi, Teheran ha sguinzagliato la sua lobby negli Stati Uniti, chiedendo alla National American Iranian Council – NIAC, di premere sui legislatori americani affinché le Nazioni Unite revochino il bando alla vendita degli armamenti verso la Repubblica Islamica (approvato nel 2007). Una richiesta assurda, soprattutto considerando l’indisponibilità del regime iraniano a terminare il finanziamento al terrorismo internazionale e, soprattutto, a limitare il suo programma missilistico (direttamente collegato al programma nucleare, ma escluso incredibilmente dal tavolo del negoziato internazionale).

Untitled

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...