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Mentre il mondo dipinge l’Iran come l’eroe della lotta a Isis, all’interno della Repubblica Islamica le peggiori forme di conservatorismo ed estremismo trovano sempre più spazio. A vincere la medaglia questa volta e’ il parlamentare Abolqasem Jarareh. Parlando dello sviluppo dell’industria musicale nella provincia di Bandar Abbas, Jarareh ha affermato: “non dovrebbe essere permesso a chiunque di organizzare concerti musicali a Bandar Abbas. Bandar Abbas e’ diventata una città rinomata per i suoi concerti e questo sta rovinando la tradizione popolare”. Ovviamente, per tradizione popolare, Jarareh non intende quella classica persiana, ma quella meramente religiosa, tanto da dichiarare che coloro che organizzano concerti in Iran, dovrebbero avere sempre il permesso del Ministero per la Guida Islamica.

Purtroppo, questa tendenza ultraconservatrice verso la musica in Iran e’ tutt’altro che un caso isolato (tralasciando il fatto che in Iran, come noto, le donne non possono cantare da sole in pubblico). Nell’aprile scorso, ad esempio, l’Imam Ahmad Almolhoda – responsabile della preghiera del Venerdì, ovvero quella più importante – si e’ pubblicamente dichiarato contro i concerti nella città di Mashhad. Peggiore e più drammatico e’ quanto successo al famoso cantante iraniano Shahin Najafi, ormai da anni esiliato in Germania per poter esprimere la sua arte liberamente.

Il primo maggio scorso, in un sito ultraconservatore iraniano, e’ apparso un annuncio in cui venivano offerti 155.000 dollari a colui che avrebbe fatto saltare in aria il concerto di Shahin Najafi in Germania. L’annuncio e’ stato pubblicato sul sito Aba Shohada che, testualmente, ha scritto: “far saltare in aria il luogo del concerto della iena [termine usato per indicare Najafi, NdA] e’ la risposta finale agli insulti”. Dopo le proteste della Comunità iraniana in Germani e dello stesso Shahin Najari, la polizia tedesca e’ intervenuta e il sito Aba Shohana – appoggiato su un server olandese – e’ stato bloccato. Poco male: sei ore dopo il blocco il sito e’ tornato online e nessuno, all’interno dell’Iran, ha arrestato i responsabili delle minacce. Questo, nonostante per il codice sui Crimini in Internet vigente in Iran, minacciare di attaccare e istigare o incitare all’attacco contro qualcuno, rappresenta un crimine.

Ma qual’e’ l’offesa commessa da Shahin Najafi contro l’Iran? La risposta e’ una sola: nessuna. O meglio: Najafi non ha commesso alcun crimine contro l’Iran e il suo popolo, ma ha avuto la “colpa” di realizzare e scrivere canzoni in favore dei diritti umani all’interno della Repubblica Islamica. Tra le altre cose, Najafi ha scritto una canzone contro la pena capitale in Iran, per sostenere una campagna dell’Ong International Campaign for Human Rights in Iran. Purtroppo, contro Najafi e’ stata emessa dal Grande Ayatollah Nasser Makarem Shirazi anche una “fatwa per apostasia”, un verdetto religioso che autorizza un fedele mussulmano ad uccidere in ogni momento il “nemico dell’Islam”. Per la cronaca, il Grande Ayatollah Nasser Makarem Shirazi e’ lo stesso che ha emesso una fatwa contro la connessione ad Internet 3G, dichiarandola contro la Sharia e immorale

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