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I curdi iraniani sono sempre più in fermento. A dispetto del tentativo del regime – e dei suoi sgherri in Occidente – di censurare la rivolta curda, lo scontro si fa sempre più duro. Come le immagini sottostanti dimostrano, dopo la repressione dei Pasdaran, i commercianti di Mahabad hanno deciso di chiudere bottega in protesta contro il Governo centrale. La rivolta curda, vogliamo ricordarlo, e’ scoppiata in seguito alla morte di Farinaz Khosrawani. Farinaz era una giovane impiegata dell’Hotel Tara, morta dopo essere caduta da un balcone per sfuggire ad un tentativo di violenza sessuale. L’uomo responsabile della violenza, guarda caso, era un membro dell’intelligence iraniana.

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Mahabad completamente deserta, dopo lo sciopero generale dei commercianti

In particolare, la rabbia e’ dei curdi iraniani e’ aumentata dopo la notizia del decesso del giovane Akam Talaj, 25 anni appena, ferito con colpi di arma da fuoco durante le manifestazioni di Mahabad. Manifestazioni represse senza alcuna pieta’ da parte delle forze di sicurezza del regime. L’agenzia stampa BasNews, quindi, ha rivelato che le forze di polizia locali stanno chiedendo soldi in cambio della liberazione dei manifestanti arrestati durante la protesta di Mahabad. La cifra richiesta per manifestante alle famiglie – ovviamente come corruzione – e’ di circa 15.000 dollari.

11011438_10152704539892271_2045009705607945520_nIl corpo del povero Akam Talaj, 25 anni

L’Onda curda potrebbe presto trasformarsi in una vera e propria guerra. Il Segretario del Partito Democratico del Kurdistan Iraniano (PDKI) Khalid Azizi, in una intervista rilasciata per VOA, ha dichiarato che il suo movimento sta pensando di riprendere la lotta armata contro il regime. Pur sottolineando che il primo obiettivo obiettivo resta la lotta pacifica e la protesta civile, Azizi ha rimarcato che l’indifferenza di Teheran verso i diritti del popolo curdo, potrebbe forzare il PDKI a riprendere le armi. Khalid Azizi, quindi, ha rivelato che sono in atto negoziati tra il Governo centrale iraniano e il PDKI, mediati dal Partito Democratico del Kurdistan Iracheno di Mas’ud Barzani.

Purtroppo pero’, anche parlando di Iraq, il regime iraniano sta portando avanti un gioco molto sporco. Teheran, infatti, attraverso il sostegno dell’Unione Patriottica del Kurdistan (PUK) – da anni ormai finito nell’orbita iraniana – sta tentando di imporre Barham Salih come nuovo Presidente dell’Iraq. Barham Salih e’ il Segretario Generale del PUK e un uomo molto vicino allo speaker del Parlamento Iraniano Ali Larijani. Nonostante anche l’attuale Presidente dell’Iraq, Fuad Masum, sia un membro del PUK, il regime iraniano sta pensando di sostituirlo con una personalità maggiormente compiacente con gli interessi di Teheran. A tal proposito, infine, vogliamo ricordare che, qualche mese fa, il quotidiano arabo Asharq al Awsat, denuncio’ il tentativo del Pasdaran Qassem Soleimani di avviare una campagna contro Mas’ud Barzani, proprio grazie all’aiuto di collaborazionisti all’interno del PUK.

Continua intanto la campagna #Justice4Farizan, per chiedere al regime iraniano di punire duramente il responsabile della morte della povera Farinaz Khosrawani.

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