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Un altro alto comandante dei Pasdaran e’ stato ucciso in Siria, mentre era impegnato nella jihad per difendere il regime di Bashar al Assad. Secondo quanto riportato da media vicini al regime di Damasco, il comandante ucciso e’ Raza Hajj Kermani, membro della Forza Qods, l’unita’ speciale dei Pasdaran responsabile delle operazioni fuori dal territorio iraniano. La morte di Hajj Kermani fa parte di quelle perdite classificate dal regime di Teheran come di “primo livello”, considerando che il Pasdaran era un collaboratore diretto del generale Qassem Soleimani.

Insieme agli alti comandanti, in Siria continuano a morire anche numerosi jihadisti sciiti membri delle varie milizie addestrate e finanziate dall’Iran. Sei jihadisti pakistani della milizia “Zinbion” sono stati recentemente sepolti a Qom, dopo essere stati uccisi in uno scontro conto l’Esercito Libero della Siria (FS), nei sobborgi di Damasco. I nomi dei sei miliziani sono Taher Hussein, Jamil Hussein, Javid Hussein, Kabir Hussein, Baqr Hussein e Sayid Razi Shah e la loro sepoltura e’ avvenuta presso il cimitero di Massouma, creato appositamente a Qom per i jihadisti sciiti caduti nella guerra siriana. Non solo: anche numerosi membri dell’organizzazione terrorista libanese Hezbollah, continuano a perdere la vita quotidianamente in nome di Assad e Khamenei. Proprio ieri, i media vicini all’opposizione non jihadista siriana, davano la notizia della morte di altri 15 miliziani Hezbollah presso Fil villaggio di Mushayrifah, nella provincia di Idlib.

Nonostante le numerose perdite subite, le implicazioni per la stabilita’ politica e sociale del Libano e la necessita’ ormai di mandare in prima linea minorenni, l’Iran continua ad ordinare ad Hezbollah di inviare jihadisti in altri teatri di guerra, quali l’Iraq. Il Long War Journal, infatti, ha diffuso un video che testimonia l’arrivo dei terroristi di Hezbollah presso Ramadi. Presso Ramadi, capoluogo della Provincia di al Anbar, sono attivi già oltre 3000 miliziani sciiti – addestrati, finanziati e indottrinati dalla Repubblica Islamica – inquadrati nella cosiddetta “Hashid Shaabi” (Comitato di Difesa Popolare), milizia creata teoricamente per combattere i terroristi dell’Isis, ma in realtà utilizzata per colpire la comunità sunnita irachena. Come abbiamo sempre detto, proprio questa interferenza del jihadismo sciita in Iraq ha portato numerose tribù sunnite a sostenere il califfo al Baghdadi, nonostante le diverse visioni dottrinali esistenti.

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Vogliamo, infine, concludere questo articolo mostrandovi la nuova banconota stampata dal regime siriano. Vogliamo mostrarla perché essa rappresenta il simbolo più evidente di come l’Iran, ormai, controlli totalmente – sia finanziariamente che ideologicamente – il regime siriano. Come si nota, nella nuova banconota siriana non e’ stampato solo il volto del padre di Bashar al Assad Hafiz, ma anche quello di Qassem Soleimani, capo della Forza Qods, il cui nome oggi e’ mitizzato dalla propaganda di Tehberan per promuovere la jihad sciita in tutto il Medioriente.

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