Archivio per febbraio 25, 2015

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Queste che vi proponiamo sono alcune foto ed un video dell’ultima esercitazione svolta dai Pasdaran nelle acque del Golfo Persico (Grande Profeta 9). Così, mentre in Italia la lobby pro Iran si muove per promuovere l’immagine della Repubblica Islamica, in Iran le Guardie Rivoluzionarie chiariscono molto chiaramente la loro visione del mondo. Una visione che, guardando le foto e il video che vi propioniamo, non lascia dubbi sulla natura anti Occidentale e molto poco pacifica del regime iraniano. Come si vede nelle immagini, i Pasdaran hanno simulato un attacco con missili balistici contro una riproduzione esatta della portaerei americana USS Nimitz. Una precisazione: fare questa riproduzione è costato ai Pasdaran tantissimi soldi, soldi tolti agli giovani iraniani che languono nella disoccupazione.

Per questo, quando vediamo queste foto e video, risulta particolarmente ridicolo leggere l’ultimo articolo pubblicato dall’Ambasciatore Toscano per La Stampa (in cui si propone l’Iran come alleato strategico per l’Occidente). Ancora una volta la lobby pro Mullah spreca tempo e parole nel predicare bene – e inventa ancora meglio – ma non fa i conti con quelli che a Teheran razzolano sempre male…

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Il 17 febbraio scorso gli uomini della Vevak, il servizio segreto iraniano, hanno compiuto un raid punitivo contro un gruppo di cristiani di Rasht. Sebbene le motivazioni ufficiali di questa azione restino ancora ignote, è possibile comunque provare delineare la situazione. Secondo quanto riportato dal sito Christian Solidarity Worldwide, gli agenti dell’intelligence sono entrati senza mandato all’interno della casa di Yasser Mosayebzadeh, Saheb Fadaie e Mehdi Reza Omidi, tre cristiani iraniani di Rasht. Durante il blitz, gli agenti hanno sequestrato computer, CD, Bibbie e libri di preghiera. I tre cristiani sono stati quindi caricati su una camionetta e portati negli uffici dell’intelligence per rispondere ad alcune domande.

Uno dei fermati, Mehdi Reza Omidi, era stato già arrestato con altri tre fedeli cristiani nell’ottobre del 2013. Per loro l’accusa, assurda, era di aver bevuto vino in occasione di una Comunione e di essere in possesso di una antenna parabolica per la TV. Tutti e quattro gli arrestati, in quella occasione, furono condannati ad 80 frustate. Secondo alcune ipotesi, questa ultima azione dell’intelligence, andrebbe ricondotta ai rapporti tra i tre cristini fermati e il Pastore Yousef Nadarkhani, arrestato per apostasia nel 2010 e condannato a morte. Fortunatamente, grazie alle pressioni internazionali, il Pastore Nadarkhani è stato rilasciato nel 2012.

La stessa pietà, purtroppo, non viene applicata dal regime iraniano verso le altre decine di cristiani attualmente nelle carceri dei Mullah. Tra loro, vogliamo ricordare il Pastore Behnam Irani, anche lui accusato di apostasia per essersi convertito dall’Islam al Cristianesimo e condannato a sei anni di carcere. Le condizioni di salute del Pastore Irani sono drammatiche ma, nonostante il parere positivo dei carcerieri, il giudice ha deciso di non autorizzare la libertà condizionata.

Poco dopo il criminale sgozzamento in Libia dei 21 cristiani copti da parte di Isis, la Guida Suprema Khamenei ha usato il suo account Twitter per condannare l’accaduto e sottolineare come nella Repubblica Islamica non avvengono persecuzioni di non Musulmani da parte di Musulmani. Come abbiamo già scritto, si tratta di una grande menzogna, considerando soprattutto che, l’abuso contro le minoranze etniche e religione (e di genere), è promosso dallo stesso regime al potere, terrorizzato da qualsiasi idea diversa da quella promossa dai Pasdaran e dai Mullah.

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