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Quanto accaduto questo fine settimana in Iran è un indice perfetto del risultato – drammaticamente negativo – dell’alleggerimento delle sanzioni verso la Repubblica Islamica. Ciò, soprattutto alla luce dell’inconsistenza dei negoziati sul programma nucleare, portati avanti dal novembre del 2013 ad oggi. Un tira e molla che, almeno sinora, non ha fermato il programma nucleare del regime, ma ha permesso ai Pasdaran di ritornare ad incamerare tantissimi soldi. Vediamo ai fatti: il 7 febbraio scorso è giunta in Iran la nave container Jolly Titanio, parte della flotta della compagnia di navigazione italiana Ignazio Messina. La nave è arrivata al terminal di Shahid Rajaee, nel porto di Bandar Abbas. Il terminal di Shahid Rajaee è privato, ed è situato nell’area strategica dello Stretto di Hormuz. Vediamo, quindi, come questo accadimento – pur non violando direttamente le sanzioni internazionali – favorisce il rafforzamento economico delle Guardie Rivoluzionarie iraniane.

Secondo quanto denunciato dalla Comunità Internazionale, l’hub di Shahid Rajaee è quasi totalmente sotto il controllo dei Pasdaran. Qui, infatti, l’operatore portuale dominante è la Tidewater Middle East Co – anche nota come Tidewater – una compagnia posta sotto sanzioni internazionali nel 2011. La ragione è molto semplice: la Tidewater è posseduta da tre entità commerciali: la Mehr-e Eqtesad-e Iranian Investment Company, la Mehr Bank e i Pasdaran. Questi ultimi, in particolare, la controllano attraverso la Bonyad Taavon Sepah, una Fondazione creata ad hoc dalle Guardie Rivoluzinarie nel settore degli investimenti. Per le sue attività illegali, la Bonyad Taavon Sepah è stata posta nella lista delle sanzioni internazionali dagli Stati Uniti nel dicembre del 2010 e dall’Unione Europea nel maggio del 2011.

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Secondo quanto rilevato dal Dipartimento del Tesoro americano, la Tiderwater ha direttamente favorito i traffici illeciti di armamenti della Forza Qods, l’unità speciale dei Pasdaran incaricata delle azioni di terrorismo all’estero. In particolare, nella dichiarazione ufficiale emessa da Washington, vengono riportati tre casi: 1. un container carico armamenti, partito dal porto di Bandar Abbas nel gennaio del 2009, individuato e fermato dalla US Navy e successivamente sequestrato dalle autorità di Cipro; 2. un container carico di armamenti partito da Bandar Abbas nell’Ottobre del 2009; 3. un container carico di armamenti, sequestrato dalle autorità nigeriane nell’Ottobre del 2010, anche in questo caso caricato nel termina di Shahid Rajaee e partito da Bandar Abbas.

Come suddetto, purtroppo, dopo la firma dell’accordo del Novembre 2013, una serie di sanzioni sono state alleggerite nei confronti del regime iraniano. Lo scorso anno, quindi, l’UE ha allegerito le sanzioni contro Teheran anche nel settore della navigazione. Tra le compagnie che hanno giovato di questo “lifting“, c’è anche la Tidewater, con gran sollievo delle Guardie Rivoluzionarie. Come visto, però, mentre i Pasdaran (e chi fa affari con loro) incamerano denaro fresco, nessun risultato arriva per quanto concerne il programma nucleare dei Mullah. Nel frattempo, grazie all’appeasement internazionale e a compagnie come la Ignazio Messina, i Pasdaran usano questi soldi per inviare i jihadisti sciiti in Siria e in Iraq, o per continuare ad inviare armamenti ai proxy del regime in Libano, Gaza, Bahrain e Yemen.

Non solo: sebbene le compagnie internazionali, in primis la Ignazio Messina, possano farsi forsa dell’alleggerimento delle sanzioni contro l’Iran nel settore della navignazione, resta il problema legale delle altre sanzioni imposte contro i Pasdaran. E’ essattamente questo il caso della Bonyad Taavon Sepah, ancora oggi pienamente soggetta a sanzioni internazionali sia da parte degli Stati Uniti, ma anche da parte della stessa Unione Europea. Come ha rilevato il Professor Ottolenghi in un articolo pubblicato per Business Insider, il board di questa compagnia è totalmente formato da ex Pasdaran (il Presidente è Morteza Rezaei, ex membro del corpo d’intelligence delle Guardie e coinvolto in atti di terrorismo). Approvare sanzioni contro la Bonyad Taavon Sepah, allegerendo o non approvando sanzioni contro le compagnie controllate dalla stessa Bonyad (prima fra tutti la Tidewater) rappresenta un vero e proprio controsenso. Soprattutto perchè, colpire l’impero economico dei Pasdaran è uno dei passi fondamentali per riuscire davvero a convincere la Repubblica Islamica ha firmare un reale accordo sul nucleare.

 [youtube:https://www.youtube.com/watch?v=6VeiT2wvOp0%5D

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