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Visitando la Provincia di Bushehr ed incontrando diversi investitori locali, il Presidente iraniano Hassan Rouhani ha annunciato che l’Iran ha già iniziato a costruire due nuovi reattori nucleare a sud di Bushehr. Secondo le infomazioni diffuse da Fars News – agenzia vicino ai Pasdaran – ancora una volta i due reattori sarebbero stati progettati in collaborazione con la Russia. L’annuncio del Presidente iraniano lascia stupefatti: è ormai di dominio pubblico, infatti, che l’area di Bushehr è altamente sismica, con rischi di calamità nucleari che potrebbero interessare tutta l’area del Golfo.

Meno di due anni fa, nell’aprile del 2013, l’ultimo importante terremoto ha colpito la Provincia di Bushehr. In quell’occasione, lo stesso Consiglio di Cooperazione del Golfo, chiese alle Nazioni Unite di inviare ispettori nell’impianto di Bushehr per verificarne la stabilità. Proprio pochi mesi prima del terremoto del 2013, lo stesso New York Times pubblicò un articolo denunciando come, proprio a Bushehr, potrebbe accadere nel futuro un disastro atomico simile a quello di Chernobyl. Gli autori del pezzo, Khosrow Semnani e Gary Sandquist, conclusero l’articolo scrivendo: “l’Agenzia Atomica Internazionale deve mantenere su Bushehr lo stesso livello di attenzione che ha per i rischi militari del programma nucleare iraniano. Proprio da questa attenzione dipende la vita di centinaia di migliai di persone, il mercato petrolifero, l’economia globale e la sicurezza collettiva“. I rischi posti dall’impianto nucleare di Bushehr vennero denunciati anche in Italia dal quotidiano Il Tempo, con un pezzo intitolato “L’Atomo su tre placche: il caso iraniano e l’incubo terremoto“. Il Tempo riportò le parole del geologo kuwaitiano Jasem al-Awadiha. Al-Awadiha denunciò come  l’Istituto di Geofisica del Kuwait registrava, quasi ogni giorno, attività sismica lungo l’area costiera dell’Iran sudoccidentale, proprio dove sorge Bushehr. L’impianto nucleare – concluse al-Awadi – è stato costruito nel punto d’incontro di placche continentali, quella araba, africana ed euroasiatica”.

Vogliamo concludere, quindi, ricordando che la Repubblica Islamica dell’Iran è il solo Paese con un impianto nucleare attivo a non aver firmato la Convenzione sulla Sicurezza Nucleare, adotatta dall’AIEA nel 1994. Nonostante le ripetute richiesta internazionali, in primis dei Paesi del Golfo, Teheran ha sempre rifiutato di sottoscrivere la Convenzione, lasciando aperto il sospetto sulla tenuta dell’impianto stesso di Bushehr e, in caso di disastro nucleare, sulla volontà di condividere la catastrofe anche con i suoi vicini arabi.

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