#JesuisAtena: la storia di Atena, artista arrestata per aver disegnato la caricatura di Khamenei!

Pubblicato: gennaio 13, 2015 in Iran, Iran Arte, Iran Diritti Umani, Iran ideologia, Iran Islam, Iran jihad Islamica, Iran Khamenei, Iran New Media, Iran notizie, Iran Regime, Iran Rouhani, Iran Velo, Notizie
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Siamo senza parole. Mentre il mondo piange le vittime del Charlei Hebdo e manifesta per la libertà di espressione, dalla Repubblica Islamica continua ad arrivare notizie di artisti perseguitati. Questa volta, a finire nel mirino delle forze di sicurezza, è stata Atena Faraghdani, attivista per i diritti umani e artista. Pochi mesi prima dell’attentato di Parigi, il Ministero dell’Intelligence iraniano ha convocato Atena, accusandola di aver insultato “il leader supremo” per aver disegnato delle caricature di Khamenei e di altri politici iraniani.

Arrestata, Atena Fareghdani è stata picchiata di fronte ai suoi genitori e successivamente trasportata nel carcere di Varamin. Qui, secondo la denuncia degli attivisti, la ragazza è stata insultata, costretta a spogliarsi nuda e abusata dalle guardie. Dopo la perquisizione, Atena è stata messa in una cella piccolissima insieme a Ghoncheh Ghavami, la ragazza iraniana arrestata e condannata per aver voluto assistere ad una partita di pallavolo. Secondo la denuncia fatta dalla stessa Arena Fareghdani, la cella era minuscola e piena di formiche. Lo stesso corpo di Ghonche Ghavami, infatti, è ricoperto di punture rosse provocate dalle formiche stesse (grazie alle pressioni internazionali Ghoncheh e’ stata liberata a fine novembre).

In seguito alle violenze subite, Atena Fareghdani ha perso conoscenza e le guardie sono state costretta a chiamare un dottore. Il dottore, prima di aiutare Atena a riprendersi, ha presteso che alla prigioniera venisse messo il velo. Davanti al pianto disperato della giovane ragazza, il medico le ha afferrato i pantaloni dall’angolo della cella e li ha usati per coprire i capelli della povera artista. Nonostante il dolore, Atena ha comunque trovato la forza di gettare via i pantaloni dalla sua testa, come simbolo di ribellione al fondamentalismo del regime.

Immagine di reportorio

Immagine di reportorio

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