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Ieri il Ministro degli Esteri italiano Gentiloni e il Ministro degli esteri del regime iraniano Zarif hanno avuto un colloquio telefonico. Fin qui, niente di nuovo. Numerose volte, come sappiamo, l’ex Ministro degli Esteri Mogherini ha avuto conversazioni con il suo omologo iraniano (ieri stesso i due si sono riparlati) mentre, purtroppo, Emma Bonino è oggi in prima fila nella promozione dei rapporti tra l’Occidente e la Repubblica Islamica. Da responsabile della Farnesina, lo ricordiamo, si presentò tutta velata in Iran e disse la sfortunata frase “l’Italia vuole vincere la gara di amicizia con l’Iran”. Ciò che non convince nella telefonata Gentiloni – Zarif , è la diversa versione dei comunicati ufficiali pubblicati dai due Ministeri degli Esteri.

Vediamo quindi, in primis, quanto scritto dalla Farnesina. Secondo il Ministero italiano: “Si è svolto oggi pomeriggio un colloquio telefonico tra il Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni e il Ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, nel corso del quale si è fatto il punto sulle trattative in corso sul nucleare iraniano. Il negoziato per raggiungere un accordo globale e verificabile è stato – come noto – prolungato fino al 30 giugno. Il suo esito positivo consentirebbe un ulteriore miglioramento delle relazioni tra i due Paesi in vari settori, tra cui in particolare quello economico e culturale“. Il comunicato si conclude con la notizia dell’invito a visitare l’Iran fatto da Zarif a Gentiloni. Come si nota, quindi, il Ministro Gentiloni – pur continuando con la linea di apertura verso Teheran – sembra condizionare lo sviluppo delle relazioni tra Italia e Iran all’esito positivo del negoziato nucleare.

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Molto diverso il tono comunicato ufficiale pubblicato dal Ministero degli Esteri iraniano. Nel comunicato di Teheran, la questione del negoziato sparisce completamente. Quotiamo in inglese: “Iranian Foreign Minister Mohammad Javad Zarif and his Italian counterpart Paolo Gentiloni discussed the further expansion of bilateral ties between the two sides in all fields. The two chief diplomats also explored the latest regional and international developments, and stressed exchanging delegations between the two countries and continuous bilateral political consultations during their phone call“. Come si nota, la diplomazia iraniana fa sparire completamente la condizionale dell’accordo nucleare, mettendo in luce – come sempre – solo la parte meramente propagandistica della telefonata Zarif – Gentiloni.

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E’ noto che in diplomazia le parole hanno un peso e il loro uso – molto spesso – definisce delle indicazioni sulle politiche internazionali dei vari Paesi. Sorge quindi una domanda: i due diversi comunicati sono casuali, o Teheran volontariamente emette di citare le parole del Ministro Gentiloni? Se fosse vera la seconda parte della domanda, si tratterebbe di un omissis importante e dovrebbe far riflettere tutti sul modo in cui l’Iran usa i Paesi che definisce amici. Proprio ieri, va ricordato, Zarif ha parlato dei negoziati davanti al Parlamento iraniano. In quell’occasione – secondo quanto dichiarato dagli iranianiZarif non ha fatto altro che descrivere i negoziati come la dimostrazione della sconfitta dell’Occidente e ha ribadito come Teheran non consideri l’idea di sospendere l’arricchimento dell’uranio e la chiusura dell’impianto di Qom, costruito illegalmente sotto il controllo dei Pasdaran.

Alla diplomazia italiana, infine, ci preme ricordare un’ultima cosa: indubbiamente, come sostenuto da Gentiloni, un accordo sul nucleare è importante per tutta la Comunità Internazionale. Allo stesso tempo, però, una democrazia antifascita come quella italiana – in prima fila nella promozione della Moratoria Internazionale contro la Pena di Morte – non può dimenticare la questione dei diritti umani nello sviluppo delle relazioni con il regime iraniano. Come sottolineato dal Senatore Luigi Manconi, Capo della Commissione Diritti Umani del Senato, “è prioritario che il negoziato internazionale sul nucleare iraniano prosegua contestualmente all’affermazione della necessità della tutela dei diritti umani fondamentali di cui in Iran si perpetua la violazione“. Ci auguriamo davvero che questo aspetto non venga mai dimenticato!

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commenti
  1. chtulu ha detto:

    Ma, fatemi capire…. che il regime iraniano sia una dittatura siamo tutti d’accordo ma bisogna sempre dire che la rivolta islamica fu solo una reazione all’imperialismo occidentale, non nacque dal nulla. Ritenete che gli iraniani nel 79 avrebbero dovuto accettare di farsi governare dall’imperatore?

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  2. No Pasdaran ha detto:

    Il problema non è la rivolta del 1979 e l’ammirazione verso lo Shah. Quella rivoluzione spazzo’ via un regime repressivo. Fu pero’ rapita da Khomeini e i suoi seguaci che fecero fuori tutte le anime della rivoluzione stessa. Quello che serve e’ la liberta’ e il diritto, quello vero

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