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Pochi giorni fa l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione per l’adozione della moratoria universale contro la pena di morte. Una mozione che ha visto la diplomazia italiana in prima fila, tra i principali promotori dell’abolizione della pena capitale nel mondo. La risoluzione è stata approvata con 117 voti favorevoli, un record rispetto al passato (nel 2012 i votanti a favore della risoluzione furono 111). Nella stessa risoluzione – la GA/11604l’UNGA ha condannato l’abuso dei diritti umani nella Repubblica Islamica dell’Iran, in Siria e in Corea del Nord. Per la cronaca, i tre Paesi sono accumunati da una indissolubile alleanza. Una alleanza che vede proprio i Mullah iraniani al centro della partita: dalla Corea del Nord, infatti, l’Iran ha importato il know-how per i suoi missili ballistici, e proprio grazie ai Pasdaran iraniani, il regime di Bashar al Assad è ancora al potere.

Il Ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, ha espresso soddisfazione per l’adozione della Risoluzione ONU, definendo il voto alle Nazioni Unite come un “successo della diplomazia e della società civile italiane“. Per quanto ci riguarda, concordiamo completamente con il Ministro e facciamo i complimenti alla task force italiana – composta anche da Amnesty International, dalla Comunità di Sant’Egidio e da Nessuno Tocchi Caino – che ha portato avanti con forza questa iniziativa. Allo stesso tempo, però, vogliamo sottolineare che – proprio in seguito alla nuova approvazione della risoluzione ONU – quanto accade in Iran non è piu’ tollerabile da nessun Paese democratico.

Non soltanto, come le stesse Nazioni Unite rimarcano, Teheran è praticamente il “leader dell’abuso dei diritti umani”, ma la Repubblica Islamica guida senza pietà la classifica delle esecuzioni capitali. Solo dall’elezione di Hassan Rouhani, poco piu’ di un anno fa, come lo schema sotto dimostra (fonte: UANI), oltre 1000 prigionieri sono stati impiccati dal regime iraniano. Come si nota, quindi, lo stesso numero delle esecuzioni capitali avvenute in pubblico – una vera e propria bestialità medievale – è aumentato di oltre il 50%!

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Come dimostrato dai fatti, l’appeasement Occidentale verso l’Iran ha fallito completamente. Mentre il mondo apriva ai rappresentanti iraniani, infatti, le repressioni e le condanne a morte all’interno della Repubblica Islamica proseguivano senza alcuna pietà. Riteniamo che sia giunto il tempo in cui l’Iran venga chiamato a rispondere dei suoi crimini e che, ogni possibile apertura verso i Mullah, venga sostenuta solamente davanti a tangibili passi avanti del regime in merito al rispetto dei diritti umani . Come sottolineato dallo stesso Senatore Luigi Manconi, Presidente della Commissione per i Diritti Umani del Senato, ““è prioritario che il negoziato internazionale sul nucleare iraniano prosegua contestualmente all’affermazione della necessità della tutela dei diritti umani fondamentali di cui in Iran si perpetua la violazione“.

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=O6CSNJTnzh8%5D

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