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Per l’Occidente è un moderato che aiuterà il mondo a pacificare la Siria e combattere Isis in Iraq. Hassan Rouhani è percepito come colui che riporterà il regime iraniano all’interno della Comunità Internazionale, avvicinando la Repubblica Islamica al Nuovo e al Vecchio Continente. Peccato che, come sempre, ben pochi esperti di politica internazionale si danno la briga di leggere veramente le dichiarazioni che arrivano da Teheran. Qualche giorno fa, il Presidente iraniano Rouhani ha incontrato il Primo Ministro siriano Wael al Halqi. Nell’incontro, Rouhani non ha espresso alcuna critica verso Bashar al Assad e la sua politica terrorista. Al contrario, secondo quanto riportato da Fars News, Rouhani ha elegiato il regime di Damasco per la sua lotta contro il “terrorismo” e la “cospirazione straniera”. Così, mentre gli Stati Uniti e l’UE si aspettano da Teheran una mossa per defenestrare Bashar al Assad, dalla dirigenza iraniana arriva esattamente il messaggio contrario. Tanto è vero che,  nello stesso incontro con il Primo Ministro siriano, Rouhani ha promesso un approfondimento delle relazioni tra Iran e Siria. Un approfondimento che, chiaramente, non potrà che passare per un maggiore sostegno militare da parte della Repubblica Islamica a Bashar al Assad.

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Sarà quindi anche per questo motivo che, nel budget presentato dal Governo iraniano al Parlamento per il 2015, è previsto un considerevole e drammatico aumento dei finanziamenti verso i Pasdaran e i Basij. Secondo quanto scritto dallo stesso Wall Street Journal, Rouhani pianifica di spendere per il 2015 8,4 quadrilioni di Rial, ovvero circa 293 miliardi di dollari. Si tratta di un aumento del 4% delle spese statali, rispetto allo scorso anno. Un budget fondato sull’aumento del 23% delle tasse statali, a fronte di una diminuzione degli income arrivati dall’esportazione del petrolio. La domanda però è una sola? In nome di cosa e di chi i cittadini iraniani pagheranno un aumento cosi elevato della tassazione? La risposta si trova nel budget stesso: nonostante un previsto aumento dei finanziamenti al sistema sanitario, ben 10 miliardi di dollari verrano usati per finanziare i Pasdaran ed i Basij. Un aumento del 33% del finanziamento statale rispetto all’anno 2014! Non solo, come fanno notare gli esperti, il sostegno governativo alle milizie paramilitari sarà anche notevolmente più alto, in considerazione del fatto che le spese previste per l’ufficio della Guida Suprema – il capo militare del Paese – non vengono pubblicate nel budget governativo.

Se consideriamo anche il sostegno Governativo alla Khatam al Anbia, la compagnia controllata dai Pasdaran, il sostegno statale alle Guardie Rivoluzionarie cresce sino al 48% delle spese totali previste per il 2015. Senza contare, infine, che secondo quanto previsto dal Governo iraniano, aumenti nel budget sono previsti anche per il Ministero dell’Intelligence, 790 milioni di dollari ovvero un aumento del 40% del finanziamento statale, e per le corti religiose (aumento del 37% del finanziamento statale).

Insomma, il messaggio che il regime iraniano sembra voler mandare è molto chiaro: rafforzamento dell’apparato repressivo del regime, contro ogni possibile minaccia esterna (ovvero sostegno al terrorismo internazionale), ma soprattutto interna. Ancora una volta, nell’indifferenza internazionale, a pagare saranno i cittadini iraniani, le cui istanze di libertà troveranno davanti un muro di repressione sempre più spietato e violento. In queste ore l’account Twitter ShiaPulse ha reso noto un documento del 2010, in cui la Guida Suprema Ali Khamenei metteva in guardia davanti al rischio di un collasso della Repubblica Islamica ed ordinava agli apparati di sicurezza di agire massicciamente per tenere in vita il regime dei Mullah.

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