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Prima di scrivere un articolo sull’Iran e il Movimento Cinque Stelle (M5S), abbiamo atteso pazientemente. Abbiamo voluto mettere alla prova il Movimento e cercare di capire se, oltre alle posizioni di Beppe Grillo, ci fossero altri rappresentanti capaci di avere delle letture diverse della politica internazionale. Oggi che il Sindaco di Parma Pizzarotti propone una linea politica diversa, vogliamo approfittarne per lanciare un messaggio a Beppe Grillo e a tutto il Movimento Cinque Stelle: abbiate il coraggio di condannare duramente il regime iraniano! In questi mesi, come saprete, il M5S si è fatto sentire parecchio per quanto concerne gli attacchi al cosiddetto imperialismo americano, le critiche ad Israele e le proposte – per quanto ci riguarda assurde – di avviare un dialogo con gruppi terroristi come Hamas o Isis. Quasi nulla è arrivato dal M5S sulla Repubblica Islamica dell’Iran.

Le uniche opinioni concernenti l’Iran espresse dal Movimento Cinque Stelle restano quelle di Beppe Grillo, esternate in una famosa intervista per il quotidiano israeliano Yedioth Ahronot. In quella intervista, risalente al 2012, Grillo giustificò le esecuzioni pubbliche, minimizzò le parole di Ahmadinejad e proclamò pubblicamente che l’economia iraniana andava bene (Sic…). Soprattutto, però, Beppe Grillo affermò che il mondo non conosce l’Iran e che, nella Repubblica Islamica, “la donna è al centro della famiglia”.

Orbene, da quella intervista sono trascorsi due anni. Poche settimane invece sono passate dagli attacchi con l’acido contro le donne iraniane. Attacchi che hanno ben dimostrato come, se le donne iraniane sono al centro della famiglia, lo sono sino a quando non escono dalle regole stabilite della Repubblica Islamica. Basti ricordare che oltre 380 donne sono state sfigurate solamente per aver vestito male il velo islamico (dati della polizia iraniana). Nella Repubblica Islamica, come noto, nessuno ancora ha pagato per questi gravissimi fatti. Il regime, però, ha trovato il tempo di reprimere la protesta popolare, scoppiata in seguito alla visione delle immagini di alcune donne completamente bruciate in volto. Davanti a questi accadimenti, il Movimento Cinque Stelle – Beppe Grillo in testa – è rimasto quasi completamente silente. Abbiamo letto di una sola condanna, espressa dalla deputata Maria Elena Spadone e relativa alla morte di Reyhane Jabbari. Una condanna che il M5S non si è nemmeno sprecato a diffondere con molta forza. Troppo poco…

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Niente, proprio niente, è arrivato dal M5S per quanto concerne le oltre 1000 condanne a morte eseguite dal regime iraniano nell’ultimo anno. La stessa condanna da parte della Deputata Spadone , è arrivata solamente in seguito all’impiccagione della Jabbari. Nulla il Movimento ha detto o fatto per sostenere la campagna internazionale per la liberazione della Jabbari, quando la povera Reyhane era ancora in vita. Cosi come, nulla il Movimento Cinque Stelle sta facendo per ottenere la liberazione di Ghonouche Ghavami, giovane donna condannata per aver tentato di assistere ad una partita di pallavolo. Ancora niente è stato detto dai Cinque Stelle davanti ai report dell’inviato speciale delle Nazioni Unite Ahmad Shaheed: report che chiaramente mettono in luce gli abusi dei diritti umani compiuti dal regime iraniano contro donne, minoranze etniche e religiose, giornalisti e oppositori politici. Per questo chiediamo al Movimento Cinque Stelle di avere piu’ coraggio nel prendere posizione contro Teheran. Chiediamo al M5S di sostenere seriamente la Pink Wave, l’Onda Rosa delle donne iraniane, in prima linea nella lotta ad un regime fanatico, misogino, razzista e corrotto. Un regime dove, secondo la legge, la vita della donna vale metà di quella dell’uomo.

Concludiamo, quindi, con alcune domande per Beppe Grillo e per tutti i sostenutori dell’M5S: cosa sarebbe successo se Parvin Tadjk – moglie di Beppe Grillo – si fosse recata in bikini in una spiaggia iraniana? Cosa sarebbe successo a Parvin Tadjk se avesse girato senza velo ad Isfahan o Teheran? Soprattutto, però, perchè le donne iraniane non meritano gli stessi diritti e la stessa autoderminazione di cui gode la Signora Parvin Tadjk?

Asfanshjani?????

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