images

Oggi si celebra la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Una commemorazione che, neanche a farlo apposta, arriva proprio alla fine della seconda tornata di negoziati sul nucleare tra l’Iran e il Gruppo del 5+1. Voi direte: cosa c’entrano le donne iraniane con il nucleare? La connessione è assai stretta, anche se il tema è ovviamente diverso. Le donne iraniane sono soggette ad un regime brutale che, non soltanto non le supporta, ma le tratta come esseri di seconda classe. Sono tantissime le norme che, all’interno della Repubblica Islamica, relegano la donna in una posizione di secondo piano. Non soltanto secondo il Codice Civile (art. 1041) il matrimonio è permesso per le bambine sin dall’età di 13 anni (esiste addirittura una deroga che lo permette dai 9), ma anche l’obbligo del velo parte dai primi anni della scuola elementare. Legalmente parlando, quindi, la donna è sottomessa al volere dell’uomo: la donna, infatti, ha bisogno del consenso del padre o del marito per ottenere il passaporto, lasciare il Paese, divorziare e lavorare. L’articolo 105 del Codice Civile espressamente afferma che, in una relazione tra uomo e donna, è l’uomo ad essere il capo della famiglia. Davanti ad un giudice, quindi, la vita di una donna vale la metà di quella dell’uomo (art. 209 della Costituzione), cosi come la sua testimonianza (art. 300 del Codice Penale). Le forze di sicurezza, ovviamente, hanno il diritto di agire contro le donne che non vestono secondo i dettami islamici o portano il velo in una maniera sbagliata. Per questi reati, è bene ricordarlo, una donna può subire fino a 74 frustate (art. 102 della Costituzione)! Purtroppo, come abbiamo visto in questi ultimi mesi, l’azione delle forze di sciurezza non si limita solo a questo: in tutto l’Iran, negli ultimi sei mesi, ci sono stati oltre 380 attacchi con acido contro le donne malvelate (dati della polizia iraniana)! Infine – ma potremmo andare avanti ancora per molto – una donna non potrà mai divenire Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran: secondo la legge, infatti, il candidato deve provenire tra l’establishment religioso e politico. Il termine usato dal Codice in tale senso è “Rejal“, parola che indica un candidato unicamente di sesso maschile (art. 115 della Costituzione).
123
La recente tornata di negoziati sul nucleare tra l’Iran e la Comunità Internazionale è terminata, ancora una volta, con un nulla di fatto. Nuovamente, dalla firma del JPA del Novembre del 2013, la Repubblica Islamica non ha dato risposte convincenti sulla pacificità del suo programma nucleare (si legga l’ultimo report AIEA). Nonostante tutto, un Occidente debole e confuso, ha deciso di concedere ancora tempo a Teheran, approvando un nuovo allegerimento delle sanzioni per una cifra record di 700 milioni di dollari mensili. Come ha fatto sinora, la Repubblica Islamica userà questi soldi per rafforzare il regime e i suoi apparati di sicurezza: ecco allora che i dollari finiranno direttamente nelle tasche dei Pasdaran e verranno usati per finanziare la jihad khomeinista in Siria e in Iraq o per sostenere il terrorismo palestinese a Gaza e nella Cisgiordania. Questi soldi, in primis, serviranno per garantire la sopravvivenza della Repubblica Islamica e del suo sistema di oppressione. Grazie all’appeasement internazionale, ormai Teheran non teme piu’ che qualcuno possa minacciare la sopravvivenza del regime fondato da Khomeini nel 1979. L’Occidente dei diritti umani – lo stesso che promuove l’uguaglianza di genere e la Giornata contro la Violenza sulle Donne – ha così permesso ad un regime fondamentalista di istituzionalizzarsi definitivamente e immunizzarsi da ogni pericolo esterno. Ecco allora che donne e nucleare trovano il loro, drammatico, punto di incontro: il cerchio si chiude nella vergognosa consapevolezza che, proprio grazie ai soldi e al sostegno dell’Occidente, i Mullah potranno continuare ad arrestare, umiliare, picchiare e deridere le donne iraniane. Complimenti…
10394055_10152363030747271_5782028966530575360_n

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...