Iranian children in veils

Leggiamo sul sito della Farnesina – il Ministero degli Esteri italiano – che l’Italia ha preso parte ieri ad una conferenza Onu dedicata ai matrimoni precoci e forzati. La conferenza, svoltasi a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, era intitolata “Ending child marriage: towards a more gender equitable world” e ha visto la partecipazione del Ministro Mogherini in persona. Ciò, soprattutto in considerazione del fatto che l’Italia è parte del gruppo transregionale che promuove iniziative multilaterali volte all’adozione di risoluzioni dedicate al fenomeno, tanto in ambito di Consiglio Diritti Umani che di Assemblea Generale Onu. Secondo quanto riportato sul sito del MAE, quindi, “Roma ha anche aderito alla “Carta internazionale” in materia di mutilazioni genitali femminili e matrimoni forzati finalizzata al summit di Londra tenutosi nel luglio scorso sotto l’egida dell’Unicef”.

Orbene, se così è, chiediamo all’Italia di condannare pubblicamente il regime iraniano. Nella Repubblica Islamica, infatti, non soltanto i matrimoni precoci e forzati sono una prassi, ma sono anche codificati secondo il Codice Civile voluto dall’Ayatollah Khomeini dopo il 1979. Quando l’Ayatollah conquistò il potere, l’età legale per il matrimonio delle donne si abbassò improvvisamente da 18 anni a 9 per le bambine e 15 per gli adolescenti. Nel 2002, quindi, l’età minima del matrimonio per le bambine venne innalzata a 13 anni. Va però chiarita una cosa: secondo l’articolo 1041 del codice civile, in casi speciale le bambine possono essere date in spose prima dei 13 anni, fatto salvo il consenso del padre”. In poche parole, il Codice (in)Civile del regime iraniano, giustifica e permette la pedofilia.

D’altronde, basta leggere gli scritti di Khomeini per capire come la depravazione fosse parte stessa dell’ideologia della Velayat-e Faqih. Nel suo testo “Tahrir al-Wasilah”, una vera e propria rilettura della tradizione sciita, l’Ayatollah Khomeini ha direttamente espresso il suo (vergognoso) parere in merito ai matrimoni delle bambine. Secondo quanto scritto dall’Ayatollah, “chiunque abbia una sposa di età inferiore ai 9 anni, non puo’ avere con lei rapporti sessuali completi. Nonostante questo, è permesso avere altri tipi di piaceri sessuali, quali l’abbraccio o lo strofinamento del pene tra le natiche e le cosce.”. Anche in questo caso, si tratta di un vero e proprio incoraggiamento alla pedofilia.  Non si dica, poi, che in Iran i casi di matrimonio precoce e forzato sono rari. Non soltanto la Repubblica Islamica favorisce la prostituzione adolescenziale con i matrimoni temporanei, ma anche i casi di spose bambine sono assai numerosi. Secondo quanto denunciato dall’Ong Justice for Iran, infatti, solo tra il 2006 e il 2011 ci fu una impennata del 40% dei matrimoni di bimbe al di sotto dei 13 anni (da 33,383 a quasi 40,000). A questo si aggiunga che, incredibilmente, nel 2013 il regime iraniano ha approvato una legge che permette ai genitori adottivi di poter sposare i bambini adottati(la legge è stata approvata dal Consiglio dei Guardiani, nonostante le proteste internazionali, il 23 ottobre del 2013).

Promuovendo e permettendo i matrimoni precoci e forzati, il regime contraddice a molte delle Convenzioni internazionali firmate dall’Iran stesso. Teheran, infatti, ha: a) firmato e ratificato la Convenzione per i diritti dei Bambini, il cui articolo 19 obbliga chiaramente lo Stato contraente ad impedire ogni tipo di abuso fisico, psicologico e sussuale sui bambini; b) firmato e ratificato la Convenzione Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali che, all’articolo 23, impone l’abolizione della schiavitu’ e le pratiche simili alla schiavitu’, tra le quali sono compresi anche i matrimoni precoci. Questi due Trattati Internazionali, si badi bene, sono coercitivi secondo la stessa legge iraniana (articolo 77 della Costituzione iraniana e articolo 9 del Codice Civile).

Ricordiamo infine che oggi in Iran Razieh Ebrahimi, ex sposa bambina, si trova nel braccio della morte. Nota come Mayriam, Razieh si è ribellata al matrominio forzato e ha ucciso il marito che la violentava e picchiava. Da tempo la Comunità Internazionale ha chiesto la sua liberazione. Sinora senza alcun risultato.

Considerando quanto accade in Iran e il ruolo che l’Italia pretende di avere nel mondo contro i matrimoni precoci e forzati, chiediamo alla Farnesina di condannare ufficialmente il comportamento del regime iraniano, richiamando i Mullah al rispetto dei diritti umani, dei diritti dei bambini e alla pubblica condanna di ogni atto di pedofilia.

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