I giovani iraniani sono stanchi e hanno voglia di libertà. Sono stufi di una società repressiva, governata da Mullah e Pasdaran, la cui morale viene imposta coattivamente attraverso pietosi sermoni e la polizia morale. Per questo, ormai, gli atti di protesta contro il regime sono continui e sempre piu’ violenti. In questi giorni, in particolare, due eventi hanno scosso l’establishment clericale iraniano. Il 15 settembre, ad esempio, in un parco della città di Ahwaz, dei ragazzi hanno attaccato un miliziano dei Basij, simbolo dell’oppressione clerico-militare del regime. Il miliziano islamista è stato ricoverato in ospedale, come questa foto testimonia

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Peggio è andata ad un Mullah presso la città di Esfahan. Qui, dei giovani in moto hanno attaccato il clerico sciita, rompendogli diverse dita delle mani. Ormai gli atti di insubirdinazione degli iraniani, aumentano sempre di piu’. Come suddetto, il tappo imposto dalla Velayat-e Faqih, è ormai già colmo e riesce a non scoppiare nuovamente solo per mezzo di una drammatica repressione di ogni opposizione al regime. Come questi violenti atti dimostrano, però, la sola repressione non riesce a fermare la voglia di libertà della popolazione.

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