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Se non venisse da un regime malato e fondamentalista, si stenterebbe a crederlo. In un contesto normale, infatti, non sarebbe possibile che un “uomo” possa arrivare a dire quello che ha detto il Responsabile del Consiglio per i Diritti Umani dell’Iran. Mohammad Javad Larijani – fratello del più famoso Ali Larijani, speaker del Parlamento iraniano – ha testualmente dichiarato il 5 agosto scorso: “siamo orgogliosi del nostro sistema giudiziario e non proviamo alcun imbarazzo per la legge della compensazione, inclusa la lapidazione“. La legge della compensazione è più nota in Occidente come “occhio per occhio e dente per dente”. Non è la prima volta che Mohammad Javad Larijani elogia pratiche barbare e medievali come la lapidazione. Solamente nel 2010, Larijani disse che la lapidazione non ha nulla a che fare con la tortua e altre “vergognose punizioni”. Al di là del pensiero occidentale, rimarcò Larijani, la lapidazione non è uno strumento sproporzionato per un crimine come l’adulterio.

Vogliamo ricordare che la crudele pratica della lapidazione è stata usata in Iran anche durante la Presidenza di Rouhani. Nell’ottobre del 2013, infatti, i corpi di quattro donne lapidate per adulterio sono stati trasferiti al centro forense di Teheran. Qui, oltre alle ferite causate dal lancio di pietre, sono stati riscontrati anche chiari segni di tortura subiti dalle donne prima della lapidazione.

Come funziona la lapidazione secondo il codice penale della Repubblica Islamica dell’Iran:

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