Archivio per giugno, 2014

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Grazie ad una applicazione mobile per lo smartphone, un prigioniero iraniano è riuscito a scattare una immagine del Pasdaran che lo stava torturando. Il prigioniero di etnia Ahwazi, la minoranza araba presente in Iran, è stato arrestato presso Ahwaz City, vicino al confine con l’Iraq. Torturato e picchiato, dopo essere stato rilasciato, l’uomo è rimasto sorpreso nel vedere il volto del suo aguzzino catturato involontariamente da una applicazione scaricata per rintracciare il cellulare in caso di furto. La notizia è stata riportata dalla agenzia HRANA, specializzata nella questione dei diritti umani in Iran. Il nome del prigioniero, per ovvie ragioni di sicurezza, non è stato divulgato. Intervistato dagli attivisti, l’uomo ha dichiarato: “Sono rimasto molto sorpreso nel vedere la foto della faccia del mio torturatore. Voglio che il mondo veda il suo volto. Noi subiamo ingiustizie e vogliamo denunciare l’attività della polizia segreta. Vogliamo farli sentire umiliati di fronte al mondo, affinchè risponsdano dei loro crimini contro l’umanità“. Ahmed Shaheed, Inviato speciale delle Nazioni Unite per i Diritti Umani in Iran, ha recentemente denunciato la discriminazione costante delle minoranze etniche e religiose all’interno della Repubblica Islamica.

Lo scorso 18 giugno, il Presidente iraniano Rouhani ha chiaramente detto che Teheran interverrà nel conflitto iracheno. Ovviamente, come ha scritto sul suo profilo Twitter, la scusante è la difesa dei luoghi santi sciiti e l’obiettivo è quello di evitare un conflitto settario combattendo il terrorismo insieme ai sunniti e ai curdi. Peccato però che, come sempre, la verità sia radicalmente diversa e la Repubblica Islamica sta attivamente lavorando in senso completamente contrario alla stabilizzazione e alla pace.

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Secondo le informazioni in nostro possesso, l’Ufficio della Guida Suprema ha direttamente ordinato ai Pasdaran, alla Forza Quds in particolare, di intervenire a piene mani nel conflitto iracheno, colpendo tutti i potenziali nemici sunniti. Circa 200 comandanti Pasdaran agli ordini di Qassem Soleimani sono oggi attivi in territorio iracheno allo scopo di monitorare e controllare il corso degli eventi. Altri 150 combattenti delle Guardie Rivoluzionarie sono quindi schierati al fianco degli uomini di al Maliki, allo scopo di proteggerne il regime. Tra le altre cose, si conta già la prima vittima di livello nelle file della Forza Quds: si tratta del capitano Alireza Mashjari, figlio del comandante Pasdaran Mohammad Reza Mashjari. Alireza Mashjari aveva già preso parte alla repressione del popolo siriano a fianco del dittatore Bashar al Assad.

Nonostante le belle parole, come suddetto, il regime iraniano sta attivamente lavorando per amplificare il conflitto settario. L’agenzia di stampa curda BasNews, ha denunciato come le milizie sciite irachene, armate e sostenute da Teheran, abbiano cominciato a inviare armi alla popolazione Turkmena sciita presente nell’area di Kirkuk. Lo scopo, chiarissimo, è quello di provocare uno scontro con i guerriglieri curdi, destabilizzando l’area del Kurdistan iracheno. Nella lotta contro i curdi, Teheran potrebbe trovare un prezioso alleato nel Primo Ministro sunnita turko Erdogan, spaventato dalla creazione di un Kurdistan indipendente ai confini con la Turchia. Forse, proprio per questo motivo il Primo Ministro del Kurdistan iracheno, Nechirvan Barzani, è atteso in queste ore ad Ankara per un incontro con il suo omologo turco.

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Infine, va ancora una volta riportare un tweet pubblicato sull’account ufficiale dei Pasdaran. In 25 giugno, infatti, i Pasdaran hanno pubblicato (in arabo) un tweet estremamente interessante, purtroppo passato praticamente inosservato. Nel tweet, ancora visibile online, è testualmente scritto: “il Khuzestan (provincia iraniana, NdA) è pronto a rifornire dei necessari beni Bassora“.

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Nel linguaggio dei Pasdaran, si tratta di una affermazione estremamente importante, che prelude ad un massiccio supporto del regime iraniano alle milizie sciite. La scelta della Provicia del Khuzestan, a prevalenza etnica araba sunnita, è assai rilevante, anche perchè il regime iraniano potrebbe approfittare della situazione per colpire la minoranza araba Ahwazi, da sempre considerata un pericolo da Teheran e repressa con estrema ferocia.

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