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Pmi in corsa verso Teheran“: è questo il titolo di un articolo odierno de Il Sole 24 Ore (pagina 19), dedicato alla recente Oil and Gas exhibition, organizzata a Teheran tra il 6 e il 9 maggio di quest’anno. L’articolo, in soldoni, rimarca come l’Iran rappresenti una grande possibilità di investimento per le imprese italiane e di come decine e decine di imprenditori stiano alla finestra, pronti ad aprire uffici nella Repubblica Islamica appena si troverà un accordo sul nucleare. Tra coloro che sono stati intervistati dall’autore del pezzo (Luca Orlando, NdA) c’è anche Luca Giansanti, attuale ambasciatore italiano in Iran. Nelle sue dichiarazioni, l’Ambasciatore Giansanti afferma che è necessario seminare ora in Iran, per poi successivamente essere pronti ad approfittare della riapertura del mercato con Teheran. Quello che, però, ci ha colpiti negativamente di più, sono le altre affermazioni fatte dal diplomatico italiano, in merito all’attuale situazione nell’IRI. Giansanti afferma che oggi nella Repubblica Islamica “c’è un clima nuovo e al governo si ritrovano interlocutori che in passato avevano creato le condizioni per il boom di interscambio con l’Italia“.

Quando un Ambasciatore di un Paese democratico come l’Italia parla dell’Iran e soprattutto dell’esistenza di un clima nuovo, dovrebbe basare le sue affermazioni su alcuni dati reali e non meramente sulla charm diplomacy che il regime degli Ayatollah sta oggi portando avanti. Come l’Ambasciatore Giansanti saprà, infatti, nonostante Rohani all’interno dell’Iran poco o nulla è cambiato. Diversi giornali riformisti sono stati chiusi, il rispetto dei diritti umani non è migliorato (parola di Ahmad Shaheed, inviato speciale dell’Onu per l’Iran) e il numero di condanne a morte nel Paese è drammaticamente aumentato. Tra le altre cose, proprio pochi giorni prima della fiera sul petrolio e il gas di Teheran, i Pasdaran sono entrati nel carcere di Evin ed hanno picchiato a sangue i prigionieri politici presenti nel braccio 350. Anche per quanto concerne i diritti delle donne e delle minoranze, nonostante le promesse fatte da Rohani in campagna elettorale, non è mutato alcunchè. Anzi: le donne iraniane hanno, da sole, cominciato una campagna per la liberazione dall’oppressione del velo, mentre per quanto concerne le minoranze oppresse, è di queste ore la notizia di un altro cimitero Bahai rasato al suolo dalle ruspe dei Mullah…

Non basta: l’Ambasciatore Giansanti sbaglia anche quando parla degli attuali interlocutori iraniani e dei rapporti con l’Italia. Il boom di interscambio, a cui Giansanti si riferisce, è stato ottenuto dal regime di Teheran attraverso la menzogna e l’inganno. E’ stato infatti Hassan Rohani in persona, durante la campagna elettorale, a dichiarare di aver firmato nel 2003 l’accordo di Teheran con il gruppo degli U3 (Francia, Germania e Gran Bretagna), al solo scopo di permettere al regime di guadagnare tempo e completare il programma nucleare clandestino. Vantarsi quindi di aver aumentato gli scambi commerciali con un Paese che, deliberatamente, ha violato e viola le disposizioni internazionali, appare certamente improprio e fuori luogo. Come riprova, vi riproponiamo il video originale delle dichiarazioni di Rohani, con sottotitoli in inglese.

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Sia chiaro, non siamo ingenui. L’Iran è sicuramente un grande mercato per l’Italia e l’Ambasciatore Giansanti non è stato inviato a Teheran per farsi portavoce dell’opposizione iraniana. Nonostante ciò, considerando che l’incarico dei funzionari pubblica italiani si basa sulla Costituzione del 1948, riteniamo che l’Ambasciatore italiano, nel suo agire, debba tenera a mente molto bene la Prima Parte del Testo fondante lo Stato italiano post-fascista, dedicata ai Principi fondamentali della Repubblica. In particolare, consigliamo a tutti di imparare a memoria l’articolo 2 della Costituzione che, testualmente, afferma: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale“. Buona cosa sarebbe voler vedere questi diritti applicati a tutta l’umanità e non solamente a pochi privilegiati…

commenti
  1. No Pasdaran scrive:

    Ci è stata mossa una giusta rimostrazione all’articolo indirizzato all’Ambasciatore Giansanti. Nelle sue dichiarazione al Sole 24 Ore, infatti. è lo stesso Giansanti ad iniziare il discorso sottolineando che “per ora a Teheran non è cambiato nulla”. Scusandoci per aver omesso questa parte, rileviamo comunque che per quanto concerne i diritti umani e il comportamento interno ed esterno della Repubblica Islamica (leggi Siria), non esiste alcun “clima nuovo”, ma unicamente il vecchio stile fascista del regime

    No Pasdaran

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