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Ci risiamo: dopo il terribile attacco nel braccio 350 del carcere di Evin, questa volta la mano dei Pasdaran si alza contro le detenute della prigione di Shahr-e Rey. Secondo le informazioni che arrivano da Teheran, l’attacco delle forze di sicurezza del regime è avvenuto questa domenica e, almeno per ora, non è ancora possiamo sapere quanti feriti ci sono stati. Quello che è sicuro è che, quanto avvenuto a Shahr-e Rey, dimostra che le Guardie Rivoluzionarie stanno attuando una vera e propria campagna di intimidazione contro i prigionieri politici, probabilmente anche riconessa alle lotte intestine presenti in questo momento all’interno della Repubblica Islamica.

La prigione di Shahr-e Rey si trova nell’area metropolitana di Teheran ed è grande 190 metri quadri. Secondo i dati in nostro possesso, il carcere oggi ospita oltre 240 detenute, in condizioni assolutamente degradanti e non conformi ai diritti umani (ogni detenuto ha meno di un metro quadro a disposizione!). Tra le donne prigioniere a Shahr-e Rey c’è anche Reyhaneh Jabbari, un giovane donna condannata alla pena di morte per essersi difesa contro un brutale tentativo di violenza sessuale perpetrato da un  membro dei Pasdaran.

Nel frattempo, all’interno della Repubblica Islamica monta la protesta contro gli attacchi ai prigionieri politici. Non potendo manifestare liberamente il dissenso, il popolo iraniano ha trovato una forma originale per mostrare la propria solidarietà ai detenuti di Evin: rasarsi completamente i capelli. Proprio come avviene nel carcere appena si entra, gli attivisti iraniani – uomini e donne – hanno scelto rasarsi a zero per dire basta alla violenza e alle impunità. Le fotografie della protesta sono state caricate online e diffuse sui social networks.

Nel frattempo, il “moderato e riformista” Presidente Hassan Rohani continua  a tacere…

Asieh & Samaneh Abolpour, due delle tante attiviste e attivisti, rasati a zero per protestare contro il massacro dei prigionieri politici

Asieh & Samaneh Abolpour, due delle tante attiviste e attivisti, rasati a zero per protestare contro il massacro dei prigionieri politici

 

Shahnaz Karim Beigi, madre di Mostafa Karim Beigi ucciso dal regime nel 2009, si mostra a testa rasata in solidarietà con i massacri ad Evin

Shahnaz Karim Beigi, madre di Mostafa Karim Beigi ucciso dal regime nel 2009, si mostra a testa rasata in solidarietà con i massacri ad Evin

 

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